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Franchi ed ora che succede? Lo Stato tentenna, servono 200 milioni o va tolto qualcosa del progetto 
Rassegna Stampa

Franchi ed ora che succede? Lo Stato tentenna, servono 200 milioni o va tolto qualcosa del progetto 

Redazione

23 Aprile · 10:04

Aggiornamento: 23 Aprile 2023 · 10:04

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Firenze, stadio A.Franchi, 17.04.2023, Fiorentina-Atalanta, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

E ora che fine farà lo stadio? Il ministro Fitto non si spinge troppo avanti. Ma lascia la porta aperta: «Vedremo come procedere», risponde a La Nazione a domanda precisa se sarà il governo a finanziare i 55 milioni che, a questo punto mancano, per portare in fondo il progetto. E non gettare il Franchi alle ortiche, facendogli fare la fine del Flaminio, come ricorda il sindaco Nardella. «C’è chi ha remato contro Firenze e la Fiorentina e c’è chi ancora spera che lo stadio Franchi faccia la fine dello stadio Flaminio dello stesso architetto Nervi, abbandonato e degradato. Un buco nero nel quartiere di Campo di Marte. Ma noi non ci arrendiamo». Nardella non vuol prendere nemmeno in considerazione questa sciagurata iattura (ci sono gli Europei 2032), tanto che conferma che la gara pubblica per l’assegnazione dei lavori non sarà fermata, anche perché il progetto è comunque destinatario del finanziamento statale del ministero della Cultura per per 95 milioni, che con la rivalutazione dei listini salgono a 140. Ci sono già 8,5 milioni spesi per la progettazione e per la verifica della progettazione. «Chiediamo allo Stato di lavorare insieme a una soluzione per sostituire la quota mancante e coprire l’intero importo». Vedremo come si muoverà Fitto, tenendo conto che in effetti c’è un decreto firmato. E che il finanziamento è già stato attribuito. Ma c’è chi nel governo è contrario, in primis il ministro per le Infrastrutture Salvini. La società Arup che ha realizzato il progetto definitivo ribadisce che il progetto «è spettacolare e che è stato concepito nella sua interezza», nelle parole del direttore Luca Stabile. Servono 200 milioni per realizzarlo, se non dovessero esserci si dovrebbe rinunciare a parti integranti significative, a partire dall’ingegneria della copertura in pannelli fotovoltaici che alimenterà anche parte del quartiere.

Il governatore toscano Eugenio Giani, dagli Usa, fa il tifo perché il Franchi ottenga dallo Stato i fondi che gli spettano. E che comunque potrà contare sui fondi del ministero della cultura. «Si tratta di un patrimonio della cultura, un esempio di architettura razionalista, che nel 1931 venne realizzato con una colata di cemento: a suo tempo una cosa avveniristica», spiega Giani. Mentre il senatore Renzi continua col suo mantra di togliere potere alle Soprintendenze, e permettere al patron viola Commisso di realizzare il progetto abbozzato dall’architeto Marco casamonti che prevedeva l’abbattimento delle curve. E’ un coro quello che chiede al governo di riparare, a parte il parlamentare di FdI Paolo Marcheschi che parla di «figuraccia Nardella». Ancora insistono i deputati Pd Federico Gianassi («Il governo deve correre ai ripari e assicurare le risorse») e Emiliano Fossi, che dei dem è segretario regionale: «Adesso chiediamo che il governo si adoperi per risolvere questo problema». Anche il presidente Anci, Antonio De Caro entra in scia. Lo scrive La Nazione. 

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