22 Gennaio 2021 · 19:14
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FIORENTINA IN EUROPA: E’ LA QUINTA VOLTA NEGLI ULTIMI SEI ANNI. IL “PRODOTTO” VIOLA FUNZIONA… L’EDITORIALE DI STEFANO BORGI.

Manca solo l’ufficialità (arriverà in mattinata), ma oramai è il segreto di pulcinella: il Milan sarà estromesso dall’Europa League. Di conseguenza sarà riammessa la Fiorentina, ottava classificata della serie A italiana, e prima delle escluse. L’unico dubbio riguarda la pesantezza della penalizzazione comminata dalla Uefa ai rossoneri: c’è chi parla addirittura di 30 milioni di multa e due anni fuori dalle competizioni Europee. Francamente ci sembrerebbe eccessivo, considerando le voci di rientro e sul nuovo investitore americano. Di certo l’Uefa è stanca dei continui rimandi, delle perpetue giustificazioni. Il Milan non ha rispettato le regole, ha disputato un campionato al di sopra delle proprie possibilità, e per questo sarà punita. Poi c’è il TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport). Difficile che il TAS, seppur composto da membri che niente hanno a che fare con la commissione Uefa, ribalti completamente la sentenza precedente (ovvero, assolva il Milan). Più facile che si astenga e rimandi la palla all’Uefa, che a quel punto potrebbe sbizzarrirsi. Cioè peggiorare la prima sentenza. Non ce lo auguriamo per la storia e per il blasone dell’AC Milan, fondato nel lontano 1899. L’importante è che la Fiorentina abbia giustizia. E l’avrà.

Fiorentina, insomma, per la quinta volta in Europa, negli ultimi sei anni. Con tutto ciò che comporta: una squadra diversa, una rosa diversa, un mercato diverso. Ma questo Corvino lo sa benissimo, e si muoverà di conseguenza. A cominciare dal portiere (noi, però, ci ripetiamo: che fretta c’è di avere un portiere il 25 giugno mentre tutti sono al mare? L’importante è che ci sia il 7 luglio, al primo allenamento di Moena. Così per il centrocampista, così per l’esterno. Calma… Corvino non può sbagliare, meglio ponderare bene, e poi decidere. E comprare…) Cinque Europa League su sei, dicevamo, e sembra incredibile… ma quella che per anni è stata una chimera, un’eccezione, una sorta di miracolo, oggi è una regola, una consuetudine, una piacevole realtà. Che si perpetua di anno in anno. E non si affannino i detrattori nel dire che: “però la Fiorentina è arrivata ottava, praticamente è stata ripescata”. Nossignori, la Fiorentina ha riavuto quello che le era stato tolto, quello che le era stato negato: ovvero disputare un campionato ad armi pari, con rose costruite con gli stessi mezzi, con le stesse disponibilità economiche. Ed oggi, finalmente, giustizia è stata fatta.

Dicevamo dell’obiettivo europeo come sogno irrealizzabile. Così era negli anni ’70 ed ’80, e chi c’era lo ricorda bene. Facciamo un rapido riepilogo: dal 71 al 1980 la Fiorentina di Baglini, di Ugolini, di Melloni e di Martellini, è stata in Europa 5 volte su 10: una in coppa delle Fiere, una in coppa delle coppe, tre in coppa Uefa. Dal 1981 al 1990 la Fiorentina dei Pontello è stata 4 volte in Europa su 10 campionati. Tutte in coppa Uefa, perchè (è bene ricordarlo) anche nella gestione Pontello non si è vinto nulla. Lo scudetto del “meglio secondi che ladri” non va dimenticato, siamo d’accordo. Ma anche la coppa Italia di Genny la carogna, chi se la scorda? E’ diversa (negli effetti) dal furto del 16 maggio 1982? Noi non crediamo… Andiamo avanti. Dal 1991 al 2002 (11 stagioni) la Fiorentina di Cecchi Gori è stata 5 volte in Europa: 1 coppa delle coppe, 1 Coppa dei campioni, 3 coppe Uefa. Più o meno siamo in linea. Di contro ci sono stati tre trofei (due coppe Italia, una supercoppa italiana). Ottimo, eccellente. Peccato ci siano state anche due retrocessioni (1993 e 2002), ed un fallimento (2002), che pareggiano (se non aggravano) il rapporto tra gioie e delusioni. Insomma, la storia della Fiorentina recita chiaro: una media del settimo posto in campionato, 1 volta su due in Europa. Con i Della Valle è andata anche meglio: la Fiorentina, infatti, si è qualificata in Europa per sette volte in 12 anni. Con picchi in alto di due qualificazioni Champions, col picco in basso degli… zero tituli. E questo nessuno lo può negare.

Restano le cinque qualificazioni in Europa League negli ultimi sei anni. Segno di continuità nel tempo, quello che fidelizza un tifoso, quello che impreziosisce una proprietà, una dirigenza. La continuità nel tempo, di risultati, piazzamenti. Ahimè, non di vittorie. Ma non agitiamo il coltello nella piaga. Per questo abbiamo titolato: “Il prodotto viola funziona”, facendo riferimento ai clienti, così un tempo Mario Cognigni chiamò i tifosi della Fiorentina (errore madornale). Il riferimento è un po’ provocatorio, lo ammettiamo, ma il cliente (in quanto tale), deve giudicare il prodotto dalla qualità, dall’affidabilità, dalla durata… E quale miglior durata di cinque qualificazioni europee in sei anni? A proposito, grazie al signor Paolo Sousa che, con una squadra nettamente migliore della scorsa, ha osato toppare il traguardo europeo nel 2017 perdendo a Palermo e con l’Empoli in casa. Lo diciamo (circa il prodotto) nella settimana decisiva del mercato. Che stenta a decollare. Raccomandiamo pazienza, pazienza, pazienza. E fiducia. Intanto godiamoci l’Europa, ed i calciatori tipo Pasalic e Piaca, che spingono per venire a Firenze. Secondo voi è solo un caso?

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