Le premesse, doverose, sono due. 1) La Fiorentina costruita da Pantaleo Corvino è migliore di quella che appare. Lafont, Milenkovic, Pezzella, Veretout, Benassi, Chiesa, Pjaca, Simeone… 8/11 della formazione titolare è composta da giocatori ambiti da qualsiasi società. Italiana e straniera. 2) La classifica è migliore della condizione attuale. Fiorentina al quinto posto con la quarta difesa del campionato. E allora, direbbe qualcuno: dov’è il problema? Perchè titolare Fiorentina in crisi? Fiorentina che non ci crede più? E’ presto detto…

  • Le ultime quattro giornate parlano da sole: vittoria immeritata con l’Atalanta, sconfitta giocata male a Roma con la Lazio, pareggio interno (anche questo giocato male) con il Cagliari, pareggio esterno (questo giocato malissimo) con il Torino. In pratica la Fiorentina di Pioli “stecca” dalla settima giornata (30 settembre 2018), fino ad oggi che è la decima (28 ottobre 2018). Un mese scarso e quattro partite dove la Fiorentina si è come smarrita, come persa, come consegnata alla mediocrità. Sorretta da un portiere di prospettiva e da una difesa impenetrabile. Grazie a loro, la Fiorentina galleggia. E non affonda.

Dal basso del nostro ruolo, ci permettiamo di formulare 5 domande a Stefano Pioli. 1) Perchè Milenkovic gioca terzino destro, quando il serbo è un centrale di ruolo? 2) Collegata alla prima: perchè Laurini (terzino destro, che l’anno scorso disputò 22 partite da titolare) non gioca? 3) Veretout ha dimostrato di essere una mezzala tra le più forti del campionato. Perchè spostarlo nel mezzo e depotenziarlo, a tal punto da ridurlo ad un normalissimo mediano/centrocampista? 4) Valentin Eysseric: dopo più di un anno possiamo dire che non è adatto al calcio italiano? Oppure si tratta di lesa maestà? Perchè continua a giocare? Perchè è sempre il primo cambio? 5) Giovanni Simeone, non è un attaccante che fa reparto. Perchè non aiutarlo, chessò, con un trequartista? Schierando un 4-2-3-1, con Pjaca tra le linee. Oppure con un’altra punta, che può essere Mirallas, o Chiesa spostato in avanti. Così, sembra chiaro a tutti, Simeone non può andare avanti. E la Fiorentina neppure. Perchè, allora, Pioli non prende provvedimenti?

  • La chiusura nasce da questi dubbi, da queste considerazioni, e muore su una sensazione. Che sfocia in una certezza. La Fiorentina, come squadra, come organico, non ci crede più. La Fiorentina che ha pareggiato a Torino… non ci crede più. Stefano Pioli deve restituire credibilità a questa squadra, la deve rimotivare, la deve coinvolgere in un progetto: tecnico e tattico. Questione di modulo? Di uomini? Non lo sappiamo, ora tocca a Pioli. Gli undici ragazzi che scendono in campo si devono divertire, devono provare gusto a giocare a calcio. Quello che da un mese non provano più. E sopratutto: Pioli faccia di testa sua, senza ascoltare nessuno. Ne va della sua stagione, della sua carriera. Ne va del futuro della Fiorentina. Attendiamo fiduciosi…