Ecco l’articolo di Benedetto Ferrara su la Repubblica Firenze su Fiorentina-Roma 2-4:
“Un tempo non basta. Non serve, se non ad allietare il tifoso fradicio che per 45 minuti almeno si diverte. La Roma è più forte, non appartiene alla nostra dimensione. Loro Kolarov, noi Biraghi (con rispetto). Così, tanto per dire. Perchè poi, se guardi la panchina, è pure peggio. Ma oramai ci siamo assuefatti a una ispirata mediocrità, e allora non ci possiamo lamentare. Anzi, giusto sottolineare la grande prova della Fiorentina nel primo tempo, quando con due reti la squadra di Pioli ha dimostrato di non volersi arrendere. Il fatto che le partite abbiano per regolamento due tempi è un dettaglio di cui però bisogna tenere conto. E alla lunga la tecnica e, soprattutto, la struttura atletica, vengono fuori. Beh, abituiamoci anche al fatto che questa squadra alternerà buone prestazioni e prove tristissime.La differenza tra i due tempi è la sintesi di ciò che sarà questo campionato. Alti e bassi, inevitabili sali scendi dovuti al livello tecnico molto relativo. Chiesa, Pezzella, e poi magari Gil Dias (speriamo) e il tostissimo Veretout, il migliore in campo. Anche Simeone ha molti margini di miglioramento, soprattutto dal punto di vista tecnico. Ma l’incoerenza della squadra di Pioli non può essere sempre spiegata col famoso progetto giovani. C’è, per esempio, una fragilità difensiva abbastanza evidente. E qui l’età non c’entra niente. Biraghi non è uscito vivo dal duello con il giovane Gerson, Gaspar ha retto benissimo la sfida con El Shaarawi, poi è entrato Perotti e addio, anche lui è crollato un bel po’”.

 

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