Feltri: "Amo sia l'Atalanta che la Fiorentina come se fossero mia moglie e la mia amante"

Il direttore di giornale ha parlato del match di domani tra viola e nerazzurri

21 maggio 2026 18:26
Feltri: "Amo sia l'Atalanta che la Fiorentina come se fossero mia moglie e la mia amante" -
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Alla vigilia del match tra Fiorentina e Atalanta, il direttore di Libero Vittorio Feltri, da sempre diviso a metà nel fare il tifo per queste due squadre, ha espresso il suo pensiero ai microfoni di Radio Bruno, commentando la sfida in arrivo e non solo.

“Io vengo da Bergamo e, oltre a sostenere i nerazzurri, porto nel cuore anche una profonda simpatia per la Fiorentina. Lo dichiaro da sempre: l'Atalanta rappresenta la mia consorte ufficiale, mentre la Fiorentina è la mia compagna segreta. Negli ultimi tempi i viola mi stanno facendo perdere la testa, anche se va detto che già in passato mi hanno regalato grandissime emozioni; in ogni caso, provo per loro un affetto immenso. Questi mesi sono stati un vero e proprio tormento, quasi inspiegabile. Spero sinceramente che il prossimo anno sia decisamente più fortunato. È un peccato, anche perché la Serie A è diventata un tale groviglio che fare pronostici sul domani è un'impresa. Capire quale sia la compagine più competitiva è ormai complicatissimo, basti osservare la parabola recente del Como. Tutto ciò spiega perfettamente le mie ansie di questa stagione. L'Atalanta ha ripreso a marciare come sa fare, esprimendo il massimo del suo potenziale, mentre dalla Fiorentina desideravo qualcosa in più; al contrario, mi ha causato parecchi mal di pancia, facendomi temere seriamente per la mia salute cardiaca."

Su Palladino: "Palladino possiede delle qualità, ma il vero ostacolo è che il suo predecessore, Gasperini, giocava proprio in un altro campionato. Specialmente in una realtà di provincia, dove si muoveva come un monarca assoluto, ha saputo compiere miracoli veri, portando a casa persino l'Europa League. Io, fossi nella società, darei ancora fiducia a Palladino, anche perché non mi pare che sul mercato ci siano alternative più valide. Non sono un tecnico, ma non vedo grandi profili liberi in giro.

Come vivrò la sfida di domani? Di solito queste partite mi creano un forte conflitto interiore, ma ho evasivamente elaborato una mia tattica. Aspetterò i primi dieci minuti di gioco e poi sosterrò la squadra che starà esprimendo il calcio migliore, dato che si intuisce subito chi ha una marcia in più.

Moise Kean? Io cercherei di non farlo partire. In certi momenti mette in mostra tutto il suo talento, mentre in altri, purtroppo, si comporta come uno sciocco”.