27 Novembre 2021 · 00:20
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Faccenda: “Fiorentina senza gruppo. Pezzella distratto dal mercato. Laudrup? Ha detto falsità”

Le parole del "Leggenda"

Mario Faccenda alla festa dei 90 anni viola

In vista della sfida Fiorentina-Genoa in programma al Franchi lunedì sera alle 20,45, abbiamo contattato in Esclusiva il doppio ex Mario Faccenda. Per lui cinque stagioni a testa fra viola e rossoblù, con 125 gettoni a Firenze e 148 in Liguria.

Buonasera Mario, hai visto la gara dei viola a San Siro?

“Certamente, ho visto una squadra senz’anima. Erano partiti bene, giocando a calcio, pochi tocchi e molto propositivi. Poi alla prima amnesia difensiva, eccoli ricatapultati nelle paure. Squadra bloccata e nessuna reazione. Viene da pensare che non ci sia amalgama nel gruppo. E la personalità dovrebbero darla i senatori..”.

Da difensore come giudichi l’avvio di stagione di Pezzella e Milenkovic?

“Nikola è secondo me il difensore più forte che abbiamo. Ogni anno è cresciuto e nel ruolo di centrale dà grande affidabilità. Peccato che non abbia intenzione di rinnovare il contratto.

Capitan Pezzella

Il capitano Pezzella invece va troppo a corrente alternata, un mix di cause lo stanno limitando, dagli infortuni che lo bloccano fino al mercato. Non è stato mai chiarito se durante il mercato sarebbe lui voluto andarsene o la società che lo avrebbe voluto cedere. Il contratto in scadenza 2022′ non aiuta nel tenere la testa libera”.

Lunedì arriva il Genoa, chi sta peggio delle due squadre?

“Sicuramente il Genoa, oltre ai due punti in meno ha anche dovuto subire l’addio del direttore sportivo Faggiano in settimana. Tra l’altro dopo una partita vinta, nel derby con la Sampdoria.

I viola possono ancora recuperare posizioni grazie al mercato di gennaio, infatti l’arrivo di un centravanti di esperienza potrebbe magicamente risolvere la maggior parte dei problemi”.

Stefan Effemberg e Brian Laudrup

Ieri un tabloid inglese ha riportato un’intervista a Brian Laudrup, il quale parla di eventi spaventosi nell’anno della retrocessione. Concordi?

“Assolutamente no, ricordo la partita di Bergamo che perdemmo 2-1. Al ritorno trovammo i tifosi ad attenderci davanti al bar Marisa, ma nessuno ci minacciò con mazze da baseball o spranghe. Parlammo con loro, fu una contestazione civile e non fummo abbandonati al nostro destino. La gente ci sostenne fino all’ultima giornata. Lo sforzo fu vano e la colpa fu solo di noi calciatori”.

Carlos Dunga

Veniamo alla tua carriera, ci racconti come fu il tuo arrivo alla Fiorentina?

“Fu Carlos Dunga a fare il mio nome ai dirigenti, ero al Pisa e l’approdo in viola fu un salto di qualità. Sono rimasto cinque stagioni e ho ricevuto grande considerazione dai tifosi, non dimentico quando mi soprannominarono ‘Leggenda’. Ricordo con piacere come ai nostri tempi non ci negavano mai ai viola club. Nacquero amicizie che tutt’oggi resistono fuori dal campo. Oggi invece c’è troppa distanza, i giocatori non si vedono mai e parlano troppo attraverso i social”.

Marco Collini

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