23 Aprile 2021 · 18:41
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Era difficile peggiorare la situazione nell’attacco della Fiorentina, Pradè a gennaio ci è riuscito

L'ennesima sconfitta di misura e negli ultimi minuti fa preoccupare tanto in casa Fiorentina, soprattutto in fase offensiva i problemi restano evidenti

Foto di proprietà di ACF Fiorentina. Riproduzione vietata ©

Un punto contro la Roma avrebbe cambiato la classifica? No, in questo momento avere un punto in più sarebbe stato certamente meglio, ma sostanzialmente non cambiava la sostanza delle cose. Alla Fiorentina servono quattro vittorie per salvarsi, mancano 13 partite al termine della stagione. Impresa assolutamente alla portata, tutt’altro che impossibile. Dipende solo dalla Fiorentina.

Un vecchio ma sempre attuale detto del calcio diceva: “Vincere aiuta a vincere, perdere aiuta a perdere”. Ecco, ciò che preoccupa in questo momento non sono tanto le prestazioni, nelle ultime partite, la Fiorentina ha si perso, ma in nessuna meritava di perdere. Tutte sconfitte di misura, molte di queste arrivate nei minuti finali.

Ciò che in questo momento preoccupa è il vortice negativo in cui la squadra sembra essere entrata. La sensazione, come ha detto anche Prandelli, che giri tutto storto. Ecco, è proprio in queste circostanze, che bisogna fare attenzione.

L’altro aspetto che preoccupa maggiormente è il reparto offensivo. La Fiorentina fa dannatamente fatica a creare occasioni da gol, fa dannatamente fatica a segnare. Ribery spesso illumina, ma manca chi finalizza. Vlahovic sta facendo il massimo, ma di certo, in questo momento, non bisogna chiedergli di più. Dusan è un ragazzo di 21 anni con ancora troppa poca esperienza e pochi gol nel suo bagaglio.

Che l’attacco era il reparto offensivo fosse il grande difetto di questa squadra lo sapevano anche in Normandia. Dopo l’imbarazzante scelta in estate di puntare su Kouamè, Cutrone e Vlahovic definendoli “Tre futuri top player” a gennaio è stato addirittura peggiorato il reparto. Non era facile. L’arrivo di Kokorin è assolutamente non funzionale ai bisogni attuali. Si tratta di un calciatore che arriva da un altro paese, culturalmente molto diverso dal nostro, che non conosce la lingua italiana ne tantomeno il nostro calcio. Ma non è mica colpa sua. Chiedere a lui di risolvere i problemi in attacco o quantomeno aiutare a risolverli, è come chiedere a un professore senza connessione internet di fare la DAD, per restare in tema di attualità.

Ecco, speriamo che dal cielo arrivi un aiuto e che arrivini presto queste quattro vittorie. Altrimenti sarà inferno vero, calcistico naturalmente.

Flavio Ognissanti

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