Di Gabriele Caldieron 

Chapeau Pioli, non mi nascondo non l’ho mai fatto. Sono stato il primo a muovere critiche al tecnico sia su Labaroviola che in televisione ed in radio ma ieri mi sono divertito come ai tempi di Montella, come ai tempi di Prandelli, due tecnici del nostro recente passato che hanno fatto infiammare i cuori dei tifosi.

Detto questo adesso la Fiorentina ha una grande occasione: inseguire un sogno, la settima Coppa Italia della sua storia. E vuoi perchè domani (1° Febbraio) è il compleanno di un certo Gabriel Omar Batistuta, vuoi per il prossimo avversario nella competizione, ma la mente va alla stagione 1995-96 quando la squadra viola conquistò la Coppa vincendo proprio contro i bergamaschi, in una sfida andata e ritorno. 1-0 a Firenze e 0-2 a Bergamo. Apoteosi. Stavolta è semifinale, ma, come allora, divisa in 180 minuti,  e questa Fiorentina deve provarci. Come? Beh… La soluzione potrebbe essere più semplice di ciò che si pensa:

La squadra ieri con le sue tre frecce offensive: Muriel, Chiesa e Mirallas ha dimostrato di avere una dote molto redditizia: il contropiede. Comprensibile che ogni tecnico abbia piacere ad imporre la propria idea di gioco nella partita, a lasciare l’impronta, ma del resto ciò che conta è come al solito un’unica cosa: il risultato. E ieri il risultato è stato strabilliante, da stropicciarsi gli occhi, da far sognare. Squadra con mentalità più umile ma più famelica. Veretout tornando interno di centrocampo e meno regista, aiuta in modo significativo la manovra offensiva, e da Genoa-Fiorentina, la squadra viola ha siglato ben 16 gol: (Torino, Sampdoria, Chievo e Roma). Subendone si diversi, se non troppi (7) ma sono sicuro che Stefano Pioli saprà risolvere la questione nel modo migliore, la squadra ha dimostrato di avere ottimi interpreti difensivi e grande attitudine.

Non resta dunque di godersi questo momento magico, di ammirare un Chiesa formato campione, un Muriel formato Ronaldo, un Mirallas formato Joaquin, un Simeone tornato al gol, un Benassi mattatore ed un Veretout guerriero.

Pioli fino a poche settimane fa sembrava alla porta, ma gli abbracci dei ragazzi con lui alla rete del 5-1 dimostrano un grande attaccamento umano. Ed io, sentimentale e melodrammatico come non mai, non ho potuto far altro che notarlo e dunque penso: proviamoci, se possibile vinciamola, ed allora dopo Stefano, rimani con noi.