Umiltà. La partita contro il Cagliari, nella mezza sera di domenica, va affrontata con grande attenzione e la grinta giusta. Nessuno si sogni di potersi cullare sulla tradizione, ossia mostrando le quattro precedenti vittorie casalinghe. Il Cagliari verrà a giocare con determinazione. E non è nemmeno una brutta squadra. Anzi, c’è quel Barella che tutti vorrebbero a gennaio. E’ vero che arrivano contenti dalle nazionali anche Cristiano Biraghi e German Pezzella, imprevisti goleador nel segno di Davide Astori, ma è altrettanto vero che la Fiorentina, un po’ come gli azzurri di Mancini, non ha ancora trovato continuità nell’andare in gol.

Finora, fatemelo dire con franchezza, abbiamo visto una squadra capace di vincere in casa, ma assai vulnerabile in trasferta, dove ha raccolto appena il pareggino di Genova contro la Sampdoria. Vero che a Milano con l’Inter e a Roma con la Lazio, la squadra non avrebbe dovuto perdere. Ma, rigori non concessi a parte, bisogna trovare il modo di buttarla dentro. Non basta tenere la palla o mostrare prevalenza territoriale. Gli arbitri hanno sbagliato clamorosamente e ci hanno fatto arrabbiare, ma la squadra deve fare il risultato anche lottando contro le avversità ambientali. Volete che sia più chiaro? L’attacco ha dato qualche segnalino, ma non mi ha soddisfatto. Simeone è in ritardo e Chiesa – nella Fiorentina come in Nazionale – non riesce a trovare la porta. Contro il Cagliari nascerà, per Pioli, il solito dubbio: Pjaca o Mirallas? Dopo aver criticato Pjaca, soprattutto per la brutta prestazione con l’Atalanta, ora torno a caldeggiare la sua presenza. Il ragazzo – 23 anni – ha bisogno di giocare.

E potrebbe essere proprio lui, Pjaca, la chiave di volta di una Fiorentina finalmente più efficace davanti. Deve sbloccarsi, deve dimenticare l’infortunio e affrancarsi dai due ipotetici lottatori di sumo (mia invenzione, naturalmente…) che sembrano impegnati, in ogni partita, a trattenerlo. Marko ha passo da ballerino e grandi capacità di saltare l’uomo. In poche parole è quello che ci vuole per affiancare Simeone, aiutarlo e attirando su di sè i soliti difensori che, in genere, lo assediano. Sì, contro il Cagliari riproverei il tridente: Chiesa, Simeone, Pjaca. Con Mirallas pronto a dare una mano se Marko proprio non dovesse andare. Per il resto, non toccherei la formazione. Sperando in una rapida crescita di Lafont e di un miglioramento di Gerson e di Edimilson a centrocampo. Poi, se a gennaio arrivasse Viviani, la squadra farebbe un gran salto di qualità. Con Veretout libero di tornare al suolo ruolo naturale di incontrista, senza doversi dannare l’anima in cabina di regia e a protezione della difesa. 

Sandro Bennucci

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