È stata la scelta che salvò la prima esperienza di Spalletti alla Roma, che fece entrare nella storia il Barcellona di Guardiola. Arrivando ai giorni nostri questa mossa sembra essere stata la svolta per la nazionale di Roberto Mancini che almeno in questo modo non dovrà subire l’umiliazione della retrocessione.

In casa viola questa “modalità” ha fatto vedere probabilmente la Fiorentina più bella di sempre, quella del primo anno di Montella, dove senza centravanti e con il falso nueve (veniva schierato Jovetic prima punta, con Ljajic e Cuadrado ai lati) la squadra fece una stagione memorabile, una stagione che non si concluse con il terzo posto e quindi con la Champions League solo per via di scandali arbitrali.

Si, stiamo parlando proprio del falso nueve.

Basta guardare le partite della Fiorentina per vedere come Simeone mostri sempre più tanti limiti sotto tutti i punti di vista. La voglia non basta, la “garra” seppur di moda ma non fa diventare grande e non fa superare certi limiti.

Il problema di Simeone non sembra essere solo la mancanza di gol, ma è tutto il resto a preoccupare tanto. L’argentino non fa movimento, non fa salire la squadra, sbaglia spesso le scelte palla al piede e per ultimo, in zona gol sbaglia tantissimo. Tecnicamente il cholito mostra tanti limiti.

Sia chiaro, stiamo parlando di un giocatore di 23 anni che può crescere tantissimo. Come ci ha dimostrato Batistuta, puoi non nascere un fenomeno ma diventarlo con allenamento e forza fi volontà. E quest’ultima sembra non mancare a Giovanni Simeone.

Si spera in un futuro piu roseo, ma tant’è, adesso il problema c’è.

Dai campini raccontano di un Mirallas sempre più in forma, voglioso e scalpitante. Lo ha detto anche lui in una recente intervista alla Nazione “Posso giocare anche centrale”. La domanda sorge spontanea, perché non provarci?

Il calciatore belga in colpo solo andrebbe a risolvere il problema dell’inesperienza in determinati momenti della gara, andrebbe ad innalzare il livello tecnico della squadra e dialogherebbe meglio con Pjaca e Chiesa. Si andrebbe a formare un tridente meraviglioso dal punto di vista del tasso tecnico.

Se la Fiorentina in trasferta ha raccolto solo 1 punto in 4 partite è anche colpa di un cinismo mancato e di inesperienza. Dal gol clamoroso mancato da Simeone a San Siro, fino ad arrivare al gol di Benassi o alla sterilità dimostrata all’Olimpico. Oppure le tante occasione gettate alle ortiche a Genova contro la Samp che non hanno permesso di chiudere la partita dopo il vantaggio.

La squadra viola ha segnato fino ad ora 14 gol, togliendo i 6 della prima giornata contro il Chievo, la formazione di Pioli ha segnato 8 gol in 7 giornate, troppo pochi. Ma è il dato lontano dal Franchi che fa preoccupare.

Soprattutto in trasferta, questa problematica ha fatto perdere tanti punti. Adesso è il momento di fare qualcosa. La classifica è corta e la squadra di Pioli potrebbe ritrovarsi anche a lottare per un piazzamento in Champions League, ma non vanno persi altri punti come fatto in questo inizio di stagione.

Insomma, Simeone non gira, Mirallas scalpita e si è candidato come possibile prima punta. Perché non provarci?

Flavio Ognissanti