Corvino replica a Report: “Mai favori ai procuratori, solo enormi plusvalenze per i miei club”

L’ex DS della Fiorentina risponde alle anticipazioni della trasmissione di Rai 3 sui rapporti con il potente agente macedone Fali Ramadani

30 maggio 2026 00:50
Corvino replica a Report: “Mai favori ai procuratori, solo enormi plusvalenze per i miei club” -
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Pantaleo Corvino rompe il silenzio dopo le anticipazioni della puntata di Report in onda domenica sera su Rai 3. La trasmissione d’inchiesta dedicherà infatti un approfondimento ai rapporti definiti “particolari” tra lo storico dirigente salentino e il potente procuratore macedone Fali Ramadani, uno degli agenti più influenti del calcio europeo.

L’ex direttore sportivo della Fiorentina ha affidato all’ANSA la propria replica, respingendo qualsiasi ombra sul suo operato durante la lunga carriera da dirigente.

Sono costretto a precisare rispetto ad alcune ricostruzioni prive di profondità e contenuti. I miei rapporti con i procuratori, qualsiasi procuratore, sono stati solo in funzione dei migliori risultati a favore dei club che, durante il mio lungo percorso, ho rappresentato”, ha dichiarato Corvino.

Il dirigente ha poi rivendicato i risultati ottenuti nel corso degli anni: “La mia storia parla chiaro, sintetizzata da enormi plusvalenze che hanno dato linfa e sicurezza alle società in cui ho lavorato. Ci sono fatti e parole. Ma questa precisazione diventa doverosa prima che superficiali ricostruzioni possano dar vita a equivoci e allusioni”.

Nel servizio di Report verrebbero analizzati anche i rapporti professionali tra Corvino e Ramadani ai tempi della Fiorentina. Nel corso degli anni numerosi calciatori assistiti dall’agente macedone sono infatti transitati dal club viola.

Tra i nomi di maggior rilievo figurano Stevan Jovetić, Matija Nastasić, Stefan Savic, Adem Ljajic, Nikola Kalinić, Valon Behrami e Nikola Milenković. Ma nell’elenco compaiono tra gli altri anche Marko Marin, Nikola Gulan, Hrvoje Milić, Haris Seferović, Ianis Hagi, Ante Rebić, Tófol Montiel, Georgios Antzoulas e Marko Hanuljak.