Commisso divide il popolo viola, Basile punge: “Cecchi Gori non fece proclami, prese Batistuta”

Le dichiarazioni del patron viola fanno discutere, mentre Basile ricorda come un grande acquisto possa valere più di qualsiasi promessa

04 giugno 2026 00:05
Commisso divide il popolo viola, Basile punge: “Cecchi Gori non fece proclami, prese Batistuta” -
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Le parole pronunciate dal presidente della Fiorentina Rocco Commisso nel videomessaggio diffuso questa mattina continuano a far discutere il mondo viola. L'intervento del numero uno gigliato ha inevitabilmente acceso il dibattito tra i tifosi, dividendo l'opinione pubblica tra chi sostiene senza riserve il progetto della proprietà e chi, al contrario, continua a guardare con scetticismo alle promesse formulate negli ultimi anni.

Tra queste due posizioni estreme emerge però anche una fetta consistente di tifoseria che preferisce attendere gli sviluppi del mercato e soprattutto i risultati del campo prima di esprimere giudizi definitivi. Una corrente di pensiero che, più che alle dichiarazioni, guarda ai fatti e spera che alle ambizioni manifestate pubblicamente possano finalmente seguire scelte capaci di alzare il livello competitivo della squadra.

Proprio sul tema del rapporto tra parole e fatti è intervenuto il giornalista e corrispondente da New York Massimo Basile, che sui propri canali social ha proposto un paragone con una delle pagine più celebri della storia recente della Fiorentina.

Trentacinque anni fa - scrive su Facebook - non essendoci social e intelligenza artificiale, Vittorione (Cecchi Gori, ndr) fece il discorso programmatico più breve della storia: prese il capocannoniere della Copa America”.

Un riferimento diretto all'arrivo di Gabriel Omar Batistuta nell'estate del 1991, operazione che segnò l'inizio di una nuova era per la Fiorentina e che ancora oggi viene ricordata come uno dei colpi più iconici della storia viola. Un messaggio breve ma significativo, che richiama un concetto molto caro alla tifoseria: nel calcio, più delle parole, sono sempre i fatti a fare la differenza.