di Flavio Ognissanti

Era la prima giornata di campionato, la Fiorentina vinceva 6-1 contro la squadra più scarsa del campionato e la Fiesole, in quella calda sera d’agosto, contestò la società dopo una campagna acquisti molto dubbia. Una gran parte dello stadio contestò quella polemica e quella protesta.

Anche sui social molti si scagliarono contro la Fiesole colpevole di aver criticato la società già alla prima giornata. “Diamo tempo alla squadra” “Non è di certo sbagliata la campagna acquisti”, dicevano.

Ecco, dopo otto mesi, arrivati alla fine di questo campionato, abbiamo avuto la prova che la Fiesole non si sbagliò per nulla. Oggi, coloro che andarono contro quella protesta, dovrebbero chiedere umilmente scusa alla Fiesole.

La stagione della Fiorentina è stato un fallimento totale. Il mercato estivo un disastro.

Chi ha gestito la società in questi ultimi tre anni sono stati Mario Cognigni e Pantaleo Corvino. Dopo un triplice fallimento, questi due signori dovrebbero avete l’umiltà di ammettere il proprio disastro tecnico e finanziario (anche i conti della società sono in rosso) e dimettersi dalle proprie cariche.

Non capiamo perché Corvino non faccia questo atto, putroppo nel mondo di oggi, ammettere i propri fallimenti è davvero atto cosi duro e difficile, per non parlare di lasciare la propria poltrona a cui questi personaggi sono attaccati senza se e senza ma.

I Della Valle dovrebbero tornare a occuparsi della Fiorentina. Non è di certo questo il modo di gestire una squadra di calcio.

Chiudiamo con Antognoni, molti tifosi se la stanno prendendo anche con lui, avrebbe dovuto essere il garante del popolo viola e della storia grigliata nella società. Dove sta? Qual è il suo compito? Perché non parla mai e quando lo fa lo fa per giustificare e minimizzare i problemi?

Il passato conta, è importante e nessuno lo potrà mai cancellare. Il presente ed il futuro però, soprattutto nel mondo del calcio, sono cosa ancora più importante.