Un grandissimo del calcio italiano, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente e d’intervistare tante volte, Artemio Franchi, presidente della Federcalcio ma anche dell’Uefa ed ex arbitro, sosteneva che il direttore di gara bravo è quello che non si fa notare. Leggero, quasi invisibile, deve fischiare il giusto ed evitare di diventare protagonista. Se non lo noti, significa che l’arbitro è stato bravo. Ecco, io vorrei tanto che, domenica all’Olimpico, di Orsato di Schio, che dirigerà Lazio-Fiorentina (Var Guida), non si avvertisse quasi la presenza. Vorrei un arbitraggio finalmente normale, impalpabile, inavvertibile. L’arbitro Valeri è stato fermato, Orsato dovrà essere un’ombra, proprio come teorizzava il grande Franchi.  

E faccio voti anche perchè nessuno, ma proprio nessuno, torni a parlare di Chiesa che fa i tuffi. Ma andiamo! Chi vuol mettere Federico alla gogna ha due obiettivi: invogliarlo a cambiare casacca, cioè ad andare in un club più potente capace di proteggerlo meglio di quanto possa fare la Fiorentina. E anche – ma forse questo è il vero centro del problema – evitare che Chiesa faccia sfracelli sennò la Fiorentina sale, sale fino a far saltare gli equilibri del campionato.

La Fiorentina lassù, in zona Europa, o addirittura in zona Champions, viene considerata un’intrusa. Le squadre milanesi e romane, finora arrancanti, non sopportano l’idea che la viola abbia fatto una buona partenza. E allora ecco lì ad attaccare, a criticare, a dire ci sono stati favori arbitrali oltre ogni misura. E’ roba di questi gioni. Perchè una settimana fa al massimo parlavano di rabbia Fiorentina per i madornali errori di Mazzoleni a San Siro. Tutto qui. Invece la Viola dà noia, non ce la vogliono nei primi quattro-cinque posti. 

Allora ecco che, domenica all’Olimpico, Orsato di Schio e compagni dovranno fare il loro dovere senza condizionamenti, senza pensare che se fischiano per i viola poi vengono criticati. O viceversa. Bisogna smetterla di soffrire l’arbitrite. Tutti. E la Fiorentina dev’essere consapevole della propria forza, della propria compattezza. Messe in mostra anche contro l’Atalanta. Ovvio che la Lazio sarà una specie ancora ferita dalla legnata presa dalla Roma nel derby capitolino e a Francoforte in Europa League. Si tratta di una squadra tosta e attrezzata, ma i viola, sconfitti in due gare su tre in trasferta (Napoli immeritatamente a San Siro sponda Inter), hanno fatto vedere di non temere nessuno. Sarà così anche nei confronti della Lazio.

Credo che Pioli abbia solo un paio di dubbi: il primo a metà campo, dove mancherà Benassi e quindi dovrà scegliere fra Edimilson, Gerson e Dabo. Due maglie per tre pretendenti. Io opterei per i primi due. Per responsabilizzarli. L’altra incertezza potrebbe essere davanti, fra Mirallas e Pjaca. Ecco io, convinto “piajsta” (o piazzista se volete italianizzare il concetto) stavolta punterei su Mirallas. Marko contro l’Atalanta ha sbattuto nelle maglie avversarie con pochissimo costrutto. Mi ha convinto chi parla di giocatore ancora lontano dal momento migliore. Ha certamente delle ottime qualità, Pjaca, ma ancora non ha assimilato nè il gioco, nè il concetto di Fiorentina. 

Nelle settimane scorse, io insistevo per vederlo in campo proprio… per vederlo. Mi ero fatto alcune idee sul suo conto. Che ho rivisto contro l’Atalanta. Mirallas all’Olimpico può essere più utile. Un’altra idea? Sì, l’ho rubata a un ascoltatore di Lady Radio che mi chiedeva che cosa pensassi di vedere Hancko terzino e Biraghi spostato più avanti, come esterno alto. Se vai invantaggio e devi tenere il campo potrebbe essere un soluzione. Del resto, Biraghi è cresciuto tanto, tanto. E ha quel tiro micidiale anche sulle punizioni. Il secondo gol all’Atalanta, che Gollini ha parato dentro, lo dimostra. Morale? Partirei con Mirallas eppoi, all’occorrenza, Hancko in campo e Biraghi più su. Per il resto non credo ci possano essere troppi cambiamenti di formazione. Chiesa tranquillo, pronto a giocare come sa, e compagni di squadra pronti a proteggerlo nel caso di picchiatori laziali o di arbitro prolisso. Ma no. Orsato dovrà essere lieve, leggero, poco visibile. Come piaceva al rande Franchi la figura dell’arbitro. La normalità. Un sogno? Più che altro un desiderio.        

Sandro Bennucci