Cagni: "I giocatori non reagivano con Grosso, bravo Paratici a capire l'errore fatto in fretta"
L'ex tecnico empolese ha detto il suo pensiero sull'esonero di Grosso
Nel corso del suo intervento al Pentasport, l'ex allenatore e opinionista Gigi Cagni ha espresso la propria opinione sui temi più caldi di casa Fiorentina e sul momento del calcio nostrano, partendo dalle implicazioni della sosta per gli impegni delle selezioni.
«Sono favorevole alle pause per le Nazionali, dal momento che la Selezione azzurra disputa incontri ufficiali e con un peso specifico reale anziché semplici amichevoli», ha spiegato Cagni. «Tuttavia, c'è un problema di fondo nel calcio italiano. Devo essere sincero: le vicende della Nazionale maggiore mi appassionano fino a un certo punto; la mia attenzione si concentra piuttosto su come si intenda intervenire sui settori giovanili e sulla struttura generale che sostiene l'intero movimento».
«Paratici ha riconosciuto l'errore ed è tornato su Vanoli» Il tecnico ha poi commentato le dinamiche societarie attorno alla guida tecnica: «Conosco molto bene Paratici, l'ho allenato quando era solo un ragazzo a Piacenza e giocava insieme ai fratelli Inzaghi. Sta attraversando una fase di forte riflessione personale dovuta all'abbaglio preso quando ha preferito Grosso a Vanoli. Alla fine ha compreso dove avesse sbagliato e ha fatto un passo indietro».
«Incompatibilità tattica tra Grosso e la squadra» Sulle difficoltà riscontrate con la precedente gestione: «Sotto la guida di Grosso i calciatori non offrivano le risposte sperate. Probabilmente percepivano un'incompatibilità tra le proprie caratteristiche e l'idea di gioco che l'allenatore voleva proporre. È un'esperienza che è capitata anche a me in passato: quando allenavo a Verona volevo impiegare Aglietti come esterno destro, ma lui cercava di farmi capire che il suo ruolo naturale era quello di seconda punta, e aveva perfettamente ragione. Fu una mia ingenuità».
«Un campionato ancora da decifrare» Guardando al panorama generale della Serie A e della rosa viola: «Al momento non mi sono fatto un'idea definita su quasi nessuna squadra. Dopo appena cinque giornate risulta complesso valutare il reale valore delle rose nel nostro campionato. La Fiorentina possiede indubbie qualità nei singoli, che ora Vanoli avrà il compito di amalgamare per trovare il giusto collettivo».
«Rosa giovane e di talento: serve pazienza» Infine, un passaggio sul potenziale dei giovani in organico: «L'aspetto stimolante di poter lavorare con un gruppo giovane risiede nel fatto che i ragazzi della Fiorentina vanti doti tecniche importanti. L'ambiente e il pubblico devono comprendere che servirà del tempo. Per un allenatore è un piacere lavorare in queste condizioni: la vera difficoltà si presenta soltanto quando ti ritrovi a gestire calciatori privi di qualità».