Bucchioni: "Paratici farà una squadra giovane, mi aspetto una rivoluzione come quella del 2012"
Il giornalista ha parlato del futuro viola in mano a Paratici
A Radio Bruno Enzo Bucchioni ha parlato di un cambio di rotta: “In questo momento è fondamentale concedere un po' di fiducia, poiché sta prendendo forma un progetto inedito basato su una filosofia calcistica differente. Di fronte ai cambiamenti si dovrebbe sempre mantenere un approccio ottimista. D'altronde, fare peggio del biennio precedente mi pare quasi impossibile, se non ipotizzando una retrocessione. Parlando strettamente di campo, abbiamo assistito a un fallimento totale, caratterizzato da due stagioni prive di una vera guida tecnica e di un'identità di gioco. L'intenzione del club ora è gettare le fondamenta per un percorso rinnovato, di cui valuteremo gli esiti col tempo. Ho la sensazione di rivivere quanto accaduto nel 2012 o in altre epoche storiche: siamo costretti a voltare pagina e ripartire da zero. È una dinamica naturale nella vita e oggi tocca alla Fiorentina. Ormai si era toccato il fondo, perciò una rivoluzione profonda era l'unica via per ridare entusiasmo alla tifoseria. La priorità assoluta per la società deve essere questa: permettere ai sostenitori di identificarsi nuovamente con i propri colori, un legame che ultimamente si era logorato. Negli ultimi tempi il popolo viola si è chiesto troppo spesso se quella in campo fosse davvero la propria squadra. Mi aspetto indubbiamente una sessione di mercato molto movimentata e, parallelamente, una proposta tattica inedita da parte del nuovo tecnico. Si stanno spalancando scenari del tutto nuovi: è giusto lasciar lavorare la società in serenità e analizzare i risultati”.
Bucchioni si è poi soffermato sulle figure di Paratici e Grosso, delineando le linee guida per il futuro: “Paratici appartiene a quella categoria di direttori sportivi di stampo tradizionale che io apprezzo particolarmente. È un dirigente che non si limita a selezionare i profili suggeriti dall'area scouting per le sole doti tecniche; preferisce approfondire l'aspetto caratteriale e umano, cercando la certezza di ingaggiare ragazzi affidabili. Nel calcio moderno, senza la coesione dello spogliatoio non si ottiene alcun risultato. Lo dimostrano i trionfi recenti della nostra Nazionale, arrivati grazie alla forza del collettivo e non per una superiorità tecnica. A Firenze servono uomini veri, pronti a dare tutto quando scendono in campo. Indossare questa casacca deve essere un onore e una responsabilità positiva: chi la veste deve essere consapevole della sua importanza, mentre negli ultimi anni abbiamo purtroppo assistito a spettacoli decisamente mortificanti. A essere onesti non conosco nei dettagli i metodi di lavoro quotidiani di Grosso, ma ho analizzato l'identità tattica delle sue formazioni e questo mi basta per considerarlo un tecnico di ottimo livello. Un allenatore che mette l'espressione del gioco al di sopra di ogni cosa non avanzerà mai pretese su singoli nomi o acquisti specifici. Quello è l'atteggiamento di chi punta solo al risultato immediato, e l'ex mister del Sassuolo non appartiene a quella categoria. Naturalmente, maggiore è la qualità tecnica dei singoli, più la manovra risulterà fluida e rapida, ma questa è una dinamica scontata. Immagino che alla fine Paratici allestirà un organico composto da ragazzi giovani e motivati, desiderosi di imporsi, anche perché la Fiorentina non dispone di budget illimitati da investire sul mercato”.