Braschi, esordio tra le macerie: un palo e segnali da attaccante vero che fanno discutere

Dentro a gara compromessa, il giovane attaccante della Fiorentina mostra personalità e qualità, riaccendendo il dibattito sulle scelte di Vanoli

04 maggio 2026 23:21
Braschi, esordio tra le macerie: un palo e segnali da attaccante vero che fanno discutere -
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In una serata da dimenticare per la Fiorentina, travolta e senza risposte all’Olimpico, arriva almeno una nota che merita attenzione: l’esordio in Serie A di Riccardo Braschi. Inserito da Vanoli nel secondo tempo, quando il risultato era ormai segnato e i viola sotto di tre gol, il giovane attaccante ha saputo distinguersi per atteggiamento e intraprendenza.

Ha attaccato gli spazi, cercato il pallone con personalità e, al primo vero pallone giocabile, ha sfiorato il gol colpendo il palo. Un episodio che, oltre al rammarico, racconta di un giocatore pronto a provarci senza timori anche in un contesto difficile.

La sua prova, pur in una partita ormai compromessa, ha evidenziato qualità interessanti: movimento, coraggio e una certa naturalezza nel cercare la porta. Elementi che fanno riflettere, soprattutto considerando le assenze contemporanee di Kean e Piccoli, che avrebbero potuto aprire maggior spazio proprio a un profilo come il suo.

E proprio qui si concentra inevitabilmente il dibattito. La gestione di Braschi da parte di Vanoli solleva interrogativi: perché non concedergli prima un’opportunità concreta, vista la situazione dell’attacco? La sensazione è che il giovane sia stato finora poco considerato, nonostante segnali che oggi appaiono evidenti.

Con tre gare ancora da giocare, resta da capire se questo esordio rappresenterà un punto di partenza o resterà un episodio isolato. Braschi ha lanciato un messaggio chiaro: può essere una risorsa. Toccherà ora all’allenatore decidere se raccoglierlo e iniziare a costruire qualcosa anche in ottica futura.