Fischietti milionari e credibilità sottozero: 66 milioni l’anno per un mondo arbitrale da ribaltare

Tra stipendi, gettoni e pagelle millimetriche, il sistema arbitrale costa caro e finisce nel mirino tra ironie e accuse

28 aprile 2026 22:48
Fischietti milionari e credibilità sottozero: 66 milioni l’anno per un mondo arbitrale da ribaltare -
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Il mondo degli arbitri è piombato nel caos in seguito all'inchiesta del tribunale di Milano e che ha iscritto nell'elenco degli indagati il designatore Gianluca Rocchi e il supervisore var Andrea Gervasoni con l'accusa di "frode sportiva in concorso".

I due si sono auto-sospesi e ora il mondo dell'Aia vivrà un'autentica rivoluzione con Dino Tommasi che ha preso il posto ad interim di Rocchi e dovrà portare a termine questa stagione. Ma come funzionano i meccanismi di promozione-bocciatura degli osservatori che sono stati denunciati da ex-arbitri oggi dismessi? E quanto spende la Figc per il settore arbitrale?

66,5 MILIONI ALL'ANNO

Partendo dal punto di vista economico, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, la Figc arriva a spendere ogni anno 66,5 milioni di euro per gli arbitri. Di quei 66,5 milioni, 26 milioni di euro sono per spese arbitrali dei campionati professionistici, 27,5 milioni per spese dei campionati dilettantistici. 9,5 milioni per i campionati giovanili, 2 per le sezioni territoriali aia, 1 per raduni e formazione e 500 mila euro per l'attività degli osservatori. Le Lege professionistiche pagano 2,8 milioni di euro per il var.

QUANTO SI GUADAGNA A PARTITA

Di queste cifre, quante ne finiscono nelle tasche degli arbitri?

- Dirigere una partita di Serie A vale al lordo 4000 euro (singolo gettone). In serie B la cifra scende a 2mila euro lordi.

- Essere il Var di una partita di Serie A porta 1700 euro lordi, che scendono a 800 euro in Serie B.

- Gli assistenti delle partite di Serie A guadagnano 1400 euro a partita, in B 600 euro.

- Infine c'è un fisso che è di 30mila euro per chi ha meno di 50 presenze stagionali, 60mila per chi supera questa cifra e ben 90mila euro per gli internazionali.

La stima che fa la Gazzetta dello Sport parla di circa 160mila/170mila euro lordi annui.

Come detto il sistema dei voti è quello che decide la carriera dei singoli fischietti. Allo stadio sugli spalti di ogni gara è infatti presente un osservatore della Figc che, con un tablet, guarda i replay delle azioni più discusse e stila una pagella dell'operato arbitrale. Il giudizio va dagli 8,70 del voto "Eccellente" agli 8,20 del voto "Insufficiente".

IL SISTEMA DEI VOTI

- 8,70 / Eccelente / Prestazione esente da errori: ampia crescita futura dell'arbitro.

- 8,60 / Ottimo / Errori che non incidono sull'ampia crescita futura.

- 8,50 /Buono / Errori che non incidono sulla buona crescita futura.

- 8,40 / Sufficiente / Prestazione idonea, ma che evidenzia una limitata crescita futura.

- 8,30 / Deludente / Errori in più di un aspetto che evidenziano una limitata crescita futura.

- 8,20 / Insufficiente / Gravi errori e carenze che evidenziano una chiara limitata crescita futura.

L'ESEMPIO DI INTER-JUVE E I VOTI DEL VAR

Ovviamente nulla è pre-stabilito e ogni gara fa storia a sé. Ad esempio La Penna, arbitro di Inter-Juventus del caso Bastoni-Kalulu prese 8.60 nella gara ed è tornato in Serie A dopo un mese ripartendo dalla Serie B. I voti tra l'altro arrivano subito e gli arbitri li sanno all'istante.

E il var? I voti arrivano con qualche giorno di ritardo ed erano Rocchi e Gervasoni a dare le valutazioni che partono dal 4 (insufficiente) e arrivano al 10 (eccellente). In questi voti incidono anche le comunicazioni audio fra arbitro e var che vengono riascoltate a Lissone.