Anche questa stagione la Fiorentina cambierà il suo regista, è il settimo anno di fila che succede
La Fiorentina nonostante la buona stagione ed un riscatto fissato ad un prezzo particolarmente basso ha scelto di non riscattare Danilo Cataldi. Non è una tragedia ovviamente il mancato riscatto di Ca...
La Fiorentina nonostante la buona stagione ed un riscatto fissato ad un prezzo particolarmente basso ha scelto di non riscattare Danilo Cataldi. Non è una tragedia ovviamente il mancato riscatto di Cataldi, per quanto per 4 milioni ti assicuravi un calciatore di buon livello e di discreta personalità, quello che non convince è la gestione del centrocampo viola negli ultimi anni. Perché passi Cataldi che aveva anche lui voglia di tornare alla Lazio, ma la Fiorentina sono 7 anni che cambia vertice basso.
Ogni anno della gestione Commisso la squadra viola ha cambiato regista, il primo fu Pulgar nel 2019/2020 che deluse molto le aspettative. Delusa dal Cileno la Fiorentina per il 2020/21 fece un grande investimento su Amrabat, investimento che però creò l'equivoco tattico per cui Amrabat era un grande recuperatore di palloni ma aveva difficoltà nel dettare i tempi. Per questo la stagione successiva Pradè puntò su un metronomo classico come Torreira, autore di una grande stagione e beniamino dei tifosi che però non fu dolorosamente riscattato. Allora nel 22/23 fu di nuovo il turno di Amrabat, autore di una buona stagione e di un grande mondiale che portò su di lui le attenzioni di club più prestigiosi, così la stagione dopo si scelse di ripartire da Arthur. Calciatore diametralmente opposto al Marocchino e che anche a causa di costi eccessivi per il rendimento non fu riscattato.
Il resto è storia recente con l'arrivo di Cataldi l'estate scorsa e la partenza annunciata in questi giorni, con la Fiorentina che è costretta a cercare nuovamente un calciatore in quel ruolo. Ma non è solo la questione del vertice basso la dirigenza viola in questi anni sta facendo fatica a costruire un centrocampo che possa avere una struttura duratura negli anni. Palladino la scorsa stagione ha fatto il ritiro con il solo Mandragora tra i centrocampisti, dopo di che l'arrivo di Bove, Cataldi, Adli e Richardson ad Agosto, altri calciatori che per motivi diversi la Fiorentina ha salutato ad eccezione di Richardson. In questo momento la Fiorentina a centrocampo ha Fagioli, Richardson, Ndour, e Mandragora in scadenza di contratto, con il rinnovo che in questo momento non sembra imminente anche se non impossibile. Con questi presupposti è plausibile che andrà nuovamente incontro ad una nuova "mini" rivoluzione nel mezzo al campo.
Inoltre anche la costruzione in termini di caratteristiche del centrocampo è stata spesso frenetica e confusa, basti pensare alla gestione del triennio Italiano. Allenatore che piaccia o no ha un idea di calcio piuttosto chiara e ben definita, ma nonostante tutto a lui sono stati spesso affidati calciatori completamente diversi tra loro. In regia siamo passati da un metronomo come Torreira ad un calciatore tutto muscoli come Amrabat e poi si è virato su calciatori leggerissimi come Arthur e Maxime Lopez, ogni anno un cambio radicale. Anche quest'anno si dovrà ricostruire con la speranza che chi arriva possa restare per anni e costituire la colonna portante della Fiorentina del ciclo Pioli. Anche perché il centrocampo è proprio la zona di campo più delicata in cui passa il successo della fase difensiva e offensiva della squadra, e per questo sarebbe bene aver un centrocampo collaudato nel tempo. Guardate l'Inter che nel ciclo Inzaghi ha giocato praticamente sempre con gli stessi 4 centrocampisti: Barella, Mhikitharian, Chalanoglu e Brozovic prima che partisse.