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Alla scoperta del Basilea: “Cabral è un idolo. Il flop in campionato fa pensare solo alla Conference”
Rassegna Stampa

Alla scoperta del Basilea: “Cabral è un idolo. Il flop in campionato fa pensare solo alla Conference”

Redazione

22 Aprile · 09:17

Aggiornamento: 22 Aprile 2023 · 09:19

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«È bello rivederti». Il primo messaggio indirizzato al Basilea, prossimo avversario della Fiorentina nelle semifinali di Conference League, è di Arthur Cabral. Gara d’andata l’11 maggio al Franchi, il ritorno una settimana più tardi al St. Jakob-Park con entrambe le sfide alle ore 21. L’impianto, il più grande di tutta la Svizzera con quasi 39 mila posti, più volte ha vibrato per un gol dell’attaccante brasiliano. Dal 2019 a inizio 2022, infatti, Cabral ha segnato 65 reti (e fornito 17 assist) con la maglia del club svizzero.

La sua prima esperienza europea, dopo il percorso di crescita e di formazione in patria prima nel Cearà e poi nel Palmeiras. Il destino ha voluto che le strade di Cabral e della sua ex squadra si incrociassero di nuovo alla soglia della finalissima di Praga. Percorsi simili, quelli della Fiorentina e del Basilea (che però ha cambiato tecnico per invertire la rotta). Secondo posto nel girone, alle spalle dello Slovan Bratislava (così come la Fiorentina si piazzò seconda dietro a Istanbul Basaksehir), gli svizzeri sono passati dai playoff dove hanno buttato fuori i turchi del Trabzonspor.

Negli ottavi, con la più classica delle vendette, hanno eliminato lo Slovan Bratislava e nei quarti, contro il Nizza che aveva tutte le carte in regola per potersi giocare la conquista della Coppa, sono riusciti a passare battendo i francesi in trasferta ai supplementari. Merito anche della mentalità di Heiko Vogel, tecnico tedesco subentrato a Alexander Frei nel corso di una stagione che vede il Basilea lontanissimo dalle zone di vertice e di conseguenza concentrato al massimo sulla Conference League.

Vogel a novembre è diventato il nuovo direttore sportivo del club ma poi, visti gli scarsi risultati di Frei, ha deciso di prendere le redini della squadra almeno fino a giugno. Per quasi dieci anni tecnico delle giovanili del Bayern Monaco, era già stato sulla panchina del Basilea (come vice e come allenatore) prima di tornare in Germania. Se la rete della qualificazione alle semifinali l’ha segnata Kasim Adams Nuhu, di testa, la squadra di Vogel può contare su altri singoli interessanti. Come Taulant Xhaka, fratello maggiore di Granit dell’Arsenal. Oppure Zeqiri e Amdouni, cinque gol a testa e dietro di una sola rete alla coppia di cannonieri che in questo momento guida la Conference: Jovic e, appunto, Cabral

Una gara insidiosa, così come normale che sia arrivati a questo punto della competizione. I tifosi viola si stanno già organizzando per la trasferta: in aereo, in macchina, in treno. L’obiettivo è far valere tutto il peso del popolo viola. «Adesso viene il bello», ha detto Italiano qualche giorno fa.

La Fiorentina è tornata a respirare l’atmosfera delle notti che contano. Otto anni dopo l’ultima semifinale europea, quella col Siviglia in Europa League. E dall’altra parte del tabellone l’incrocio tra West Ham e Az rivelerà l’altra finalista. Con la speranza che la Fiorentina non manchi un appuntamento che sarebbe storico. Lo riporta La Repubblica

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