La Fiorentina, che si complica la vita e offre tappeti di rose agli avversari, può protestare contro l’arbitro Calvarese nella domenica in cui ha esordito (seppure virtualmente) la videoassistenza arbitrale (Var). Perfido il destino: gli arbitri Doveri e Di Bello, piazzati su un van all’esterno dello stadio, avranno visto benissimo il fallo di Rossettini su Kalinic all’alba del match. Era rigore e non c’era bisogno della moviola in campo per accorgersene. Sousa s’è infuriato anche per un tocco di braccio (sinistro) di Iago Falque nell’azione dell’1-0 (doppia palla persa da Borja Valero e Salcedo), ma il movimento dello spagnolo risulta congruo.
Episodi a parte, è vero allarme per i viola. Non mordono, non ringhiano, faticano a segnare, hanno perso il ritmo, non sono lucidi e brillanti, nel primo tempo hanno perso palloni su palloni. Si sono fatti schiacciare a centrocampo e negli ultimi 30 metri c’è frustrazione. Per di più, i viola, hanno beccato due gol in 90 minuti dopo averne presi solo quattro nelle precedenti sei partite. E dei sei gol incassati finora, quattro sono arrivati nel primo tempo. Mihajlovic, ex di turno, s’è preso sei punti contro Roma e Fiorentina, il segnale è forte e chiaro, può sognare l’Europa.

L’Europa League, per Sousa, rischia di diventare una zavorra. Il rispetto delle gerarchie a volte fa a pugni con il rendimento. Babacar avrebbe meritato di giocare dal primo minuto, Kalinic ha tirato a salve o addosso a Hart, quando è entrato il senegalese i viola hanno bucato l’inglese. Tre degli ultimi cinque gol di Babacar in A sono arrivati da subentrato, è ora di sganciarlo titolare o forse sarebbe bene proporre le due punte. Borja Valero e Ilicic nel 3-4-2-1, alle spalle di Kalinic, sono macchinosi nella creazione delle trame, si dimenticano dell’ultimo passaggio. La trequarti è una fabbrica dell’ovvio.

 

Corriere dello Sport – Stadio

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