17 Gennaio 2022 · 01:25
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Addio Fair Play Finanziario, si va verso lo spendere senza esagerare. Idea tetto dello stipendio

Un cambiamento che renderà contenti tantissimi club, anche la Fiorentina. Addio al Fair Play Finanziario, il nuovo piano della Uefa

Il Fair Play Finanziario è stato congelato quasi un anno fa causa virus, oggi per l’Uefa il fair play è il passato. Non ha più senso. Illudersi che le squadre possano rispettare i nuovi parametri meno rigorosi del pareggio di bilancio è pura utopia. Di fair play se ne farà un altro. Domani l’Uefa ne parlerà in una conferenza aperta con il Parlamento Ue per spiegare che è il momento di cambiare e che, verso fine anno, nascerà un nuovo sistema di regole, sicuramente molto diverso da quello “inventato” da Platini e Infantino nel 2010.

Non più fondato sul principio “spendi quanto incassi” ma su “spendi il necessario senza sprechi”. Servirà l’aiuto dell’Unione Europea o saranno guai. Salvare i club I dati finanziari del calcio europeo sono disastrosi. Paragonata a quanto successo nell’ultimo anno, quella del 2008 non era neanche una crisi. Oggi forse non c’è un club che sia in linea con i parametri e non per colpa sua. Zero flusso di cassa dagli stadi. Mercato di fatto inesistente che quindi non rifinanzia. Liquidità ridotta per tutti, Italia compresa. E contratti però da onorare. Andrea Agnelli all’Eca ha parlato di perdite di 8 miliardi. Altro che impedire ai club di spendere, qui c’è da salvarli. Ma non con questo fair play non più implementabile.

Sostenibilità Il nuovo fair play avrà nel mirino necessariamente sprechi ed esagerazioni. Il calcio è in crisi, il mondo è in crisi, ma stipendi dei calciatori e commissioni degli agenti apparentemente non scendono. Al contrario, si parla di rinnovi e aumenti. Situazione non più sostenibile. Se impedire le spese non è più possibile, si cercherà almeno di imporre tetti a salari e trasferimenti.

Salary cap? Ma non potrà chiamarsi così visto che per l’Ue non si può… Luxury tax? Se compri un giocatore versi anche una percentuale da distribuire al sistema. Nuovo break-even? Possibile. Tutte misure allo studio. Non le uniche. Di certo c’è che l’Uefa dovrà essere “creativa” e avrà bisogno della Commissione Ue per evitare ricorsi. Anche le sanzioni potrebbero cambiare: più economiche e meno sportive.

Tetto agli stipendi Nell’era delle condivisione è improbabile che l’Uefa voglia imporsi sui club senza dialogo. La crisi richiede interventi condivisi, ma bisogna fare in fretta. Non tutti saranno contenti, ma qualcosa va fatto per tutelare il sistema. Lo sanno bene le leghe straniere come quella tedesca o spagnola che da tempo hanno implementato regole più severe.

E l’Italia? Con squadre indebitate e azionisti in difficoltà bisognerà intervenire come auspicato dal presidente Gravina che ha lanciato per primo l’idea di un tetto agli stipendi. I lavori Uefa sono già cominciati. Obiettivo: approvazione entro fine anno, con entrata in vigore dal 2022, e periodo di adattamento graduale, qualche anno, prima di andare a regime e consolidarsi meglio del sistema precedente, indebolito, negli ultimi tempi, dall’effetto Psg e City. Nella speranza che la pandemia finisca presto. Lo scrive la Gazzetta dello Sport.

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