Fin dall’inizio del campionato ho avuto un’idea fissa: una Fiorentina con tre punte vere: Chiesa, Simeone, Pjaca. E a Napoli, secondo me, Pioli ha l’opportunità di schierare il tridente con l’obiettivo di far male subito a un avversario che, lo abbiamo visto, soffre molto proprio l’avvio delle partite. Eysseric, con tutto il rispetto,può aspettare.  

E’ successo con la Lazio e con il Milan (poi rimontate) e anche a Genova con la Sampdoria, dove la squadra di Ancelotti si è trovata sotto e non ce l’ha fatta a recuperare. Non ho mai vissuto d’illusioni e non mi crogiolo sulle due vittorie consecutive, ma questa squadra, se resta equilibrata e non fa errori madornali come talvolta le è capitato in passato, può ragionevolmente tenere testa anche al Napoli. Chiesa e Simeone hanno stati d’animo diversi dopo le partite con la nazionale. Il Cholito ha fatto gol con la mitica maglia albiceleste, indossata da Maradona, Kempes, Batistuta, Messi, Tevez. Lui, appena arrivato, è riuscito a far gol. Buonissimo viatico. 

Dovrebbe portare anche i viola gli insegnamenti di una esperienza che aiuta a crescere. Federico, indicato come l’uomo della Provvidenza dopo la partita Italia-Polonia, è affondato con tutta la squadra in Portogallo. E credo che a Napoli voglia caricarsi sulle spalle la Fiorentina per dimenticare la delusione di Lisbona. Così come vorrà dimenticare la Spagna il croato Pjaca: costretto a entrare a frittata fatta, con Modric e gli altri vicecampioni del mondo con il morale a terra, si è fatto vedere poco ed è rimasto senza voto. Ecco che, anche per lui, Napoli è l’occasione per entrare in partita da subito e mostrare finalmente che le aspettative capaci di circondarlo per tutta l’estate sono ben riposte. Il ragazzo sta bene: il fatto che abbia giocato in Spagna-Croazia dimostra che problemi fisici, oggi come oggi, non ne ha. Quindi serve determinazione da parte di Pioli. E collaborazione da parte dei compagni di linea.

Pioli dovrà anche prendere decisioni importanti a metà campo. Il mio parere è che debba rientrare Veretout, senza se e senza ma, schierato in mezzo a Benassi e a Gerson. Sacrifico Edimilson? Inizialmente sì. Ma avendolo in panchina, pronto all’uso. Nelle prime due partite, al Franchi, Edimilson è andato benino. Diciamo più con il Chievo che con l’Udinese, però la sua parte, là in mezzo, ha saputo recitarla. Veretout scalpita, vuole riprendere il suo posto, e credo possa dare anche garanzia di fare buon filtro per la difesa. 

Dove il solito pacchetto (Milenkovic, Pezzella, Vitor Hugo, Biraghi) dovrà evitare certi svarioni figli più del campionato scorso che dell’avvio di questo. Dragowski? I compagni gli dovranno dire che è bravo e ha la loro fiducia. L’incoraggiamento, la pacca giusta sulla spalla, è l’antidoto all’emozione che ti assale, alla responsabilità che ti attanaglia la gola e ti fa sentire insicuro. Che cosa voglio dire? Semplicemente che il portiere c’è: ha fisico e qualità. 

Ma l’anno scorso, chiamato in campo a freddo, ha combinato disastri. Ora tocca a lui, almeno a Napoli, in una partita che io ritengo fondamentale per la Fiorentina. Se fa punti al San Paolo cambia passo, se non li fa rientra nei ranghi. Nel Napoli rientra Hamsik e mancherà Mertens. Ancelotti e De Laurentiis sono nervosi. I tifosi anche. La Fiorentina deve approfittare, come ho detto, della fase d’avvio. Con un tridente potenzialmente devastante.

Sandro Bennucci