Il 20 luglio 2018, per me che scrivo di Fiorentina, ma che ancor prima ho tifato Fiorentina, è stato uno dei giorni più brutti di sempre. Più tristi di sempre. Ancor più del 7 gennaio 1979, quando ragazzino dodicenne, tornai a casa e mi misi a piangere, solo perchè Sella aveva sbagliato un rigore contro la Juventus. Ed avevamo perso la partita. Ieri, venerdì 20 luglio 2018, ho realizzato più di altre volte, che la Fiorentina, la mia Fiorentina, non interessa a nessuno. Sta lì, come uno specchio su cui aggrapparsi, come una vetrina per dirigenti e tifosi in cerca del famoso quarto d’ora di celebrità. La Fiorentina come ideale, come valore, come senso d’appartenenza, non interessa più a nessuno. Da questo magma di responsabilità tolgo Pioli e la squadra, che anche contro il Real Vicenza, hanno fatto vedere buone cose. Quantomeno impegno e dedizione. Più un giovane maiorchino, tale Montiel, del quale sentiremo parlare. Ma per il resto, zero interesse, zero amore, zero passione. Che è anche peggio degli “zero tituli”.

Ma andiamo con ordine, quantomeno di responsabilità. Il Tas, alle 12 e 40 di venerdì 20 luglio 2018, riqualifica il Milan e sconfessa le speranze viola. Ok, sentenza all’apparenza assurda, scandalosa, ma chi siamo noi per dire la nostra su una materia così impervia ed opinabile? Il problema, però, è un altro: la Fiorentina, nonostante fosse coinvolta in prima persona, nonostante avesse a più riprese mostrato interesse (?), nonostante Pioli da giorni schierasse la stessa formazione in vista del Sarajevo, ha vissuto la vicenda… da casa. Da Casette d’Ete. Dalla poltrona di casa. Qualcuno può dire: che poteva fare la Fiorentina, che non era direttamente parte in causa? Non lo sappiamo, non sta a noi dirlo. Noi sappiamo che gli assenti hanno sempre torto. Noi sappiamo che, se è vero che ti preme la partecipazione europea (come ripetutamente detto e sbandierato) tu Fiorentina devi essere presente. Se dentro o fuori le stanze del processo, non lo sappiamo. Tu Fiorentina, comunque, ci devi essere. Come c’è stato il Milan, c’è stato il socio di Elliot, c’erano i tre avvocati della società rossonera. Non ti fanno entrare? Bene, stai fuori dalla porta. Ti fai vedere, ti fai sentire, ti fai apprezzare. Fai pesare il tuo interessamento. Magari non serve lo stesso, ma ci sei. E ti fai valere. Questo non è successo, un’icona come Antognoni (che, per inciso, ha giocato due anni a Losanna) è stato tenuto a Moena, il patron Andrea Della Valle ha perso tempo a farsi selfie con i tifosi, a sproloquiare la sua speranza di disputare l’Europa League. Ci perdoni Andrea, ma speranza di cosa? Di farsi sbeffeggiare dai soloni del TAS, mentre lei era a godersela al Viola Village? Ci scusi, ma il suo (come quello di TUTTI i dirigenti gigliati) è stato un comportamento incomprensibile. Imperdonabile.

Passiamo a Malagò e la Federazione Italiana Gioco Calcio. Saremo brevi: lor signori hanno raggiunto l’obiettivo. Il Milan, società che da sempre onora il calcio italiano (non come quelli scalcagnati di Firenze che hanno vinto appena due scudetti ed una coppuccia delle coppe), è stato riammesso in Europa. Come aveva auspicato il presidente del CONI. Fregandosene e strafregandosene della Fiorentina, dell’Atalanta, di due società che avrebbero dovuto essere tutelate come e quanto il Milan. Più del Milan, in quanto esempi di regolarità e correttezza. E invece… Anche in questo caso, silenzio totale da parte di Diego ed Andrea della Valle, eccezion fatta per una nota stampa che… non abbiamo capito. O forse ci fa fatica capire. Del resto, lo stile innanzi tutto. Peccato che il loro stile sia quello di perdere. Sempre.

Capitolo tifosi. Apprezziamo la celerità del gruppo 1926 nello stilare il comunicato, appena 50 minuti dopo la sentenza (nemmeno fosse stato già preparato, vero?) Allo stesso tempo contestiamo il finale, totalmente sterile ed inutile. “I Della Valle se ne devono andare”. Cosa significa: “se ne devono andare?” Devono vendere, semmai. Devono cedere, dopo aver trovato un’alternativa, semmai. Un’alternativa seria e credibile come loro. Cosa significa: andatevene? E chi viene? Rispondiamo noi… Chi li sostituisce? Chi prosegue la storia sportiva della Fiorentina? Oppure, cari 1926, il vostro interesse è unicamente rivolto a togliervi di torno i Della Valle? Solo perchè vi chiamano clienti, perchè considerano la Fiorentina un hobbie, perchè Corvino (lesa maestà) ha osato sfidarvi dicendo che: “se non conoscete Maxi Olivera è un problema vostro?” Cioè, il vostro primo interesse è tutelare la squadra (come dovrebbe essere), oppure proteggere l’orgoglio ferito, il vostro protagonismo, confermare che prima di tutto viene il tifoso… e poi tutto il resto? Ovvero: la Fiorentina è il mezzo per esaltare il tifoso, e non viceversa? Ditecelo, siamo qui ad aspettare. In questo momento la Fiorentina non interessa a nessuno (lo abbiamo titolato), e non sembra interessare neppure a voi. Visto che l’importante è mandare via i Della Valle, senza preoccuparsi di chi venga al loro posto. Vi diamo una notizia: senza proprietà, una società muore. Come stava accadendo dopo il fallimento Cecchi Gori. Attendiamo risposta, magari una proposta. Perchè, ricordatevelo, gli allenatori passano, i calciatori passano, i tifosi passano. La Fiorentina resta. Con o senza di voi.

Concludiamo con Stefano Pioli e la squadra. Sbattuti tra carte bollate e codicilli, Pioli sta proseguendo il lavoro sul campo, dimostrando amore, attaccamento e professionalità. E, aggiungiamo noi, qualità. Veretout centrocampista centrale, per esempio. Diverso da Badelj, migliore forse di Badelj. Diks, terzino destro. Ripudiato da Sousa, sponsorizzato da Antognoni, l’olandese sta dimostrando di avere piede e gamba. Simeone, centravanti goleador. E’ vero che gli avversari, in questo periodo, sono quelli che sono, però il cholito mostra garra, cattiveria, puntualità nel realizzare. Più della scorsa stagione. Il lavoro di Pioli si sta vedendo, eccome. Fino alle sorprese: Hancko, Vlahovic, Montiel. Avete presente Anselmo Robbiati? Ecco, Cristobal Montiel lo ricorda moltissimo: mancino puro, tecnico, veloce, grandi assist, tiro secco e preciso. Gambe minute come stecchini. Proprio come Anselmino Robbiati. Chi vivrà, vedrà. La speranza c’è, ed è inutile nasconderla.

Insomma, la squadra Fiorentina va avanti. Grazie a Pioli, ad Antognoni, a Salica, e pochi altri. Anche il mercato della Fiorentina va avanti, anche se su Gerson in prestito secco (scadenza 2019) ci sarebbe da parlare. Allo stesso tempo, lo ribadiamo, la Fiorentina in senso più ampio sta perdendo di interesse: presso i tifosi, presso i suoi stessi dirigenti. Anzi, l’impressione è che non interessi proprio. Che sia più un disturbo, che altro. In attesa della cessione. Ok, come passano tutti, passano anche i proprietari. L’importante è che la Fiorentina non sia abbandonata. Ma passi semplicemente di mano. Se possibile in mani migliori, più sicure, più ambiziose. Ma trovi comunque un proprietario. Chi dice: “qualcuno la comprerà”, si sentirà sempre rispondere: “Comprala te”. E non è una frase fatta, è la pura e semplice verità.

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