3 Marzo 2021 · 00:45
6.6 C
Firenze

ZERO TITULI, MA IL FUTURO E’ VIOLA. CEROFOLINI NON E’ PRONTO, ECCO MERET. PJACA CAMBIA IL CENTROCAMPO DI PIOLI. L’EDITORIALE DI STEFANO BORGI.

Josè Mourinho ha tante virtù, e anche qualche difetto. Tra le prime, non c’è dubbio, quella di aver cambiato il modo di comunicare nel calcio. La definizione “Zero Tituli”, riferito ad i suoi nemici italiani (Juve, Milan, Roma…) è entrata ormai nella storia. Sopratutto ha fatto scuola, ad ogni latitudine. Praticamente è la versione portoghese di: “mai una gioia”, altra definizione tra l’ironico e l’amaro, molto in voga da queste parti. E del resto, come dar torto a chi da 17 anni, aspetta un trofeo, magari (come si dice a Firenze) anche solo una coppuccia? Ancor più a chi, da ben 49 anni, aspetta uno scudetto. Qualcuno lo ha sfiorato (1982), qualcun altro lo ha sognato (1999), altri ancora si sono semplicemente illusi (gennaio 2016), e comunque lo scudetto… questo sconosciuto. Se non raccontato da genitori e nonni, che (bontà loro) ti guardano dall’alto in basso, sardonici, sorridenti. Tra l’ironico ed il canzonatorio.

Intanto è di due giorni fa la sconfitta (l’ennesima) della “Primavera” di Emiliano Bigica contro l’Inter di Stefano Vecchi. Peccato, tutti ci avevamo sperato. Ma obiettivamente i nerazzurri sono stati superiori. Più di quanto ci potessimo immaginare. Certo, l’infortunio di Diakatè ha inciso, l’ingresso di Faye non ha aiutato, la giornatuccia di Gori e Sottil ha definitivamente affossato i sogni viola. Però l’impressione è che, prima o poi, l’Inter avrebbe fatto valere la legge del più forte. “Zero Tituli” dicevamo in apertura. E’ la realtà, incontrovertibile. Di contro, da quando ci sono i Della Valle, tante finali e semifinali disputate. Ahimè, perdute. Ad ogni livello, di ogni età e genere. Una finale e due semifinali di coppa Italia, due semifinali di Europa League, un ottavo di Champions… E poi due finali scudetto “primavera”, due finali al Viareggio, sempre e comunque ad un passo dalla storia. Meno male ci sono state le donne (Chapeau!!!) e le due coppette con Renato Buso e Leonardo Semplici allenatori, ma (non ce ne vorranno…) è una magra consolazione.

Diversamente sembra strambare la stagione 2018-2019 della prima squadra. Eh già perchè… se il mercato dura 365 giorni l’anno, anche l’attività della prima squadra non si ferma mai. Sul campo, sui tavoli dell’Uefa, sulla scrivania di Corvino. Situazione Meret. Siamo ai dettagli, si tratta di giorni. “Last but not least” il fatto che Cerofolini non sia apparso pronto. Pioli lo ha visto a Sassuolo, nella finale scudetto, lo ha osservato, studiato… Ed il ragazzo non ha convinto. Passi il primo gol (smanacciata bassa, relative le responsabilità), non passa il secondo. Uscita incerta, altra smanacciata, stavolta molle, passiva, sulle gambe dell’avversario… Niente di tragico, intendiamoci, però il buon Michele ce l’ha tutta sulla coscienza. E allora serve un portiere di sicuro affidamento, possibilmente giovane, passibile di plusvalenza futura, già aduso al campionato di serie A. Detto fatto: si chiama Alex Meret, 21enne di (e da) Udine, chiamato il nuovo Buffon. Segni particolari: bravo quanto Donnarumma, meno esposto mediaticamente di Donnarumma, testa sulle spalle, capelli normali, nessun tatuaggio. Diversamente da Donnarumma. E un futuro in maglia viola. Il prezzo? 20 milioni, da versare l’anno prossimo. Corvino pensa che, fra tre-quattro anni, ne varrà almeno il triplo.

Situazione centrocampo: la pista Marco Pjaca si fa sempre più concreta. Anche, e sopratutto, per volere del calciatore. Che non è poco. Anche perchè il ripescaggio della Fiorentina in Europa non è più un’utopia. Anzi…. Ed anche da questo si evince come la stagione viola prosegua e progredisca. Fateci caso: sarebbe la quinta qualificazione europea negli ultimi sei anni. Un sogno, se lo chiedete a chi tifava viola negli anni ’70. Ma torniamo a Marco Pjaca. Prima considerazione: col suo innesto Pioli rinuncerà al regista, per schierare un centrocampo da corsa. Verticalizzazioni, inserimenti, tiri dalla distanza. Con il croato sono possibili tutti i moduli: esterno sinistro nel 4-3-3 con Chiesa dall’altra parte in appoggio a Simeone. 4-3-1-2, con l’ingresso di Dabo, e Pjaca trequartista dietro alle due punte. 4-2-3-1, con l’ingresso di Saponara nei tre dietro a Simeone. Il tutto senza rinunciare alla fantasia. Seconda considerazione. Sgombriamo il campo dalle illusioni: non c’è affare con la Juventus dove non rientri Federico Chiesa. Magari con opzione, ma non si può far senza. Quest’anno? Difficile. L’anno prossimo? Probabile. Tra due anni? Possibile. In coincidenza con gli europei del 2020. Comunque Federico Chiesa è il futuro (sul campo o via plusvalenza che dir si voglia) della Fiorentina. E lo stesso varrebbe per Mandragora, altro centrocampista appetito da Corvino. Federico Chiesa, insomma, è la chiave del Paradiso viola. Ma del resto, perchè sorprendersi? Da Lavezzi, a Cavani, ad Higuain, ora Hamsik e Jorginho… Il Napoli di De Laurentiis è nato così. La Lazio venderà Milinkovic Savic, la Juventus si è privata di Pogba. Addirittura il Barcellona ha venduto Neymar, eppure… L’importante è che la Fiorentina vada avanti ed abbia un futuro. E poi, un asse centrale composta da: Meret, Pezzella, Pjaca, Chiesa e Simeone… secondo voi a Pioli non piacerebbe?

CONDIVIDI

ULTIMI ARTICOLI

Convocati Fiorentina, Prandelli convoca tutti per la Roma: ci sono anche Bonaventura e Kouame

Cesare Prandelli chiama l'intero gruppo squadra per la gara di domani contro la Roma

Prandelli: “Commisso è arrabbiato, società deve far tesoro di errori. Amrabat fuori per motivi precisi”

Cesare Prandelli ha parlato in conferenza stampa, in collegamento con i giornalisti, tra cui Labaroviola, alla vigilia di Fiorentina-Roma in programma domani allo stadio...

CALENDARIO