Watford-Fiorentina, finale da incubo: negata l'intervista a Bove, giornalisti aggrediti dagli steward

Il post partita di Vicarage Road finisce nel caos: bloccato anche l'addetto stampa della Fiorentina intervenuto per difendere i cronisti

30 luglio 2026 00:20
Watford-Fiorentina, finale da incubo: negata l'intervista a Bove, giornalisti aggrediti dagli steward -
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La vittoria della Fiorentina sul Watford per 1-0 è stata purtroppo accompagnata, al termine della gara, da una pagina decisamente meno edificante vissuta dai cinque giornalisti italiani (tra cui il nostro inviato) presenti a Vicarage Road. Quella che doveva essere la consueta fase dedicata alle interviste post-partita si è trasformata in una situazione caotica e, per molti aspetti, inaccettabile.

Fin dall’ingresso allo stadio sono emerse evidenti lacune organizzative: assenza di pass stampa dedicati, nessuna vera area riservata ai media prima e dopo l’incontro e una gestione complessiva apparsa improvvisata. L’intervista con Arthur Atta è stata realizzata direttamente a bordo campo, in mezzo ai tifosi, tra urla, spintoni e continui interventi degli steward, che hanno gestito la situazione con modi bruschi nei confronti dei cronisti.

A rendere ancora più amara la serata anche il mancato rispetto di quanto concordato con l’ufficio stampa del Watford. L’intervista promessa con Edoardo Bove dall'addetto stampa Kevin Affleck non è infatti mai andata in scena, senza che venisse fornita alcuna spiegazione. E all’uscita dallo stadio la situazione è ulteriormente degenerata, con gli steward che hanno spinto i giornalisti dietro le transenne insieme ai tifosi, alzando i toni e creando momenti di forte tensione. Persino l'addetto stampa della Fiorentina, venuto in soccorso dei cronisti italiani, è stato strattonato dagli steward presenti (non gli volevano permettere di salire sul pullman della Fiorentina).

Un epilogo che dovrebbe far riflettere una società di proprietà italiana come quella della famiglia Pozzo e un dirigente esperto come Gianluca Nani, presente allo stadio. Perché il calcio inglese può contare su risorse economiche immense e impianti all’avanguardia, ma c’è un aspetto che il denaro, evidentemente, non può comprare: l’educazione.

Lo riporta per Firenzeviola Andrea Giannattasio