Un docufilm per raccontare la sua vita, che non è fatta soltanto di gol ma anche di tante emozioni, a partire da quelle vissute nel lungo periodo trascorso a Firenze. È il regalo che Gabriel Batistuta si è fatto e farà ai suoi tifosi in vista del suo cinquantesimo compleanno, che festeggerà il primo febbraio 2019. Cinquant’anni vissuti da campione. E nel docufilm che Batigol presenterà oggi alle 13.15, nella Sala Cosimo I di Palazzo Vecchio, alla presenza del sindaco di Firenze Dario Nardella, del regista Pablo Benedetti e del produttore che lo hanno guidato in questa esperienza, ripercorrerà tutta la sua vita.

Raccontando i momenti più importanti della sua lunga carriera di calciatore, i luoghi del cuore nella città (Firenze) di cui è cittadino onorario, ma anche i momenti più significativi della sua infanzia in Argentina, dove ancora oggi vive con la sua famiglia. Il docufilm s’intitola «Numero Nueve», verrà tradotto in più lingue e parlerà molto della vita di Gabriel, con il calcio che avrà un ruolo importante ma non fondamentale.

L’argentino tiene molto a questo progetto proprio perché ha tutta l’intenzione di far emergere la sua figura di uomo. Molti hanno vissuto le gesta del Batistuta bomber, ma in pochi conoscono il suo carattere. Come si è formato e da dove è partito per diventare il centravanti più forte del mondo. Gabriel è partito dalle praterie dell’Argentina, dove da giovanissimo ha lavorato, ha controllato la salute del pollame, ha portato le uova ai commercianti del paese ed ha sempre cercato di dare una mano alla sua famiglia.

E oggi, grazie anche al suo lavoro, è proprietario di una grandissima fazenda, dove non mancano numerosissime mandrie di mucche. Emergerà dunque anche suo amore per la natura, oltre che per la famiglia. E, inevitabilmente, per Firenze. Città che è al centro del docufilm, visto che nel capoluogo toscano ha vissuto nove dei suoi cinquant’anni.

Corriere fiorentino