Vanoli: "Non voglio essere valutato solo per questa vittoria, mi hanno chiesto la salvezza e l'ho fatto"
Il tecnico viola ha commentato la vittoria in casa bianconera per 0-2
Al termine della sfida contro la Juventus, valida per la trentasettesima giornata di Serie A, l’allenatore della Fiorentina Paolo Vanoli ha analizzato la prestazione dei suoi ragazzi in conferenza stampa, dedicando il successo ai tifosi e rivendicando con orgoglio il percorso fatto. Il tecnico ha iniziato mettendo in luce l'aspetto umano del gruppo: «Questa vittoria è dedicata a una squadra che ha voluto regalare qualcosa di particolare ai nostri tifosi, che han sofferto. Abbiamo dimostrato di essere uomini nonostante le critiche meritate. Siamo giovani ma venire qua e giocare contro una squadra motivatissima ha dimostrato che abbiamo dei valori».
Vanoli ha poi risposto con fermezza alle critiche passate relative al gioco espresso dalla squadra: «Il coraggio io l’ho sempre avuto. Il problema è che non avete mai capito che io come allenatore ho obiettivi: quello primario era la salvezza, in qualche maniera dovevo arrivarci. Questo non lo avete capito ma non è una critica. I ragazzi, anche con la mente sgombra, possono fare tanto. Chi crolla è chi parte dalla punta, noi invece abbiamo messo delle basi. Loro sapevano la responsabilità che avevano, i valori che hanno».
L'unico neo della giornata, per l'allenatore, resta legato alle condizioni di uno dei suoi difensori: «La mia unica tristezza è per l’infortunio di Parisi, che da quando sono arrivato io ha fatto un campionato eccezionale».
Successivamente, il tecnico si è soffermato sull'identità della squadra e sull'applicazione della sua filosofia di gioco, spiegando che l'impronta tattica si è già vista in diverse occasioni: «Si è visto in tante partite. A volte serve capire l’aspetto psicologico di una stagione: Gudmundsson si è sacrificato per la squadra. Anche Mandragora si è messo a disposizione e si è meritato il gol. Abbiamo fatto tante buone partite: a volte è facile giocare contro una grande squadra ma bisogna avere la stessa personalità contro le piccole».
Nonostante le difficoltà numeriche avute in attacco, la squadra è riuscita a dare una risposta importante: «Quest’anno ci sono mancate tante persone, come Moise, ma la nostra gente si merita quanto visto oggi».
Infine, Vanoli ha affrontato il tema del suo futuro a Firenze con grande schiettezza, rifiutando l'idea di una conferma basata su un singolo exploit: «Sarebbe una delusione se fossi valutato per una vittoria con la Juventus. Se fosse così spero che non mi tengano. Non rimango per riconoscenza ma perché voglio riportare la Fiorentina in alto».
Il mister ha poi rimandato la decisione alla dirigenza, esprimendo massima fiducia nei vertici societari: «La società mi è sempre stata vicino, ho dato le mie idee. Non devo decidere io. Paratici è un dirigente di alto livello e può capire se questo futuro sarà in mano di Vanoli o di un altro allenatore. Bisogna essere positivi e riportare la Fiorentina in alto, a combattersi per qualcosa di importante».
In conclusione, l'allenatore ha evidenziato la forte identità locale del gruppo, legandola però ai prossimi passi societari: «Avere una Fiorentina con tanti italiani è un orgoglio. Poi bisogna capire l’obiettivo della società, non posso dire cosa manchi se non conosco gli obiettivi. I ragazzi han dimostrato di avere dei valori».