Vanoli evita il disastro, ma con lui dall’inizio la Fiorentina sarebbe fuori dall'Europa

La tifoseria salva soltanto il tecnico che ha invertito la rotta, ma rendimento e classifica raccontano una realtà più complessa

22 maggio 2026 23:23
Vanoli evita il disastro, ma con lui dall’inizio la Fiorentina sarebbe fuori dall'Europa -
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In una stagione vissuta costantemente sul filo della tensione, Paolo Vanoli rappresenta probabilmente l’unico vero punto fermo della Fiorentina. Arrivato in un momento delicatissimo, con una squadra sfiduciata e invischiata nelle zone più pericolose della classifica, il tecnico è riuscito a riportare ordine e compattezza, conquistando la matematica salvezza con due giornate d’anticipo.

Un risultato che, per il contesto in cui è maturato, ha inevitabilmente migliorato il giudizio generale sul suo lavoro. La tifoseria viola, durissima per mesi contro squadra e società, ha scelto di salvare soprattutto lui, riconoscendogli il merito di aver ridato equilibrio e spirito a un gruppo che sembrava smarrito.

Eppure, andando oltre l’aspetto emotivo, i numeri restituiscono un bilancio più grigio di quanto possa apparire. Vanoli chiude infatti con 38 punti conquistati in 28 partite, per una media di 1,35 punti a gara. Tradotta sull’intero arco del campionato, la proiezione porta a quota 51 punti finali: un rendimento sufficiente per una salvezza relativamente tranquilla, ma lontano dalle ambizioni europee che accompagnavano la Fiorentina a inizio stagione.

Per comprendere meglio il dato basta guardare l’attuale classifica: la Lazio, con gli stessi punti ma una partita ancora da recuperare, occupa soltanto la nona posizione. Un riferimento che fotografa bene la dimensione reale del percorso viola sotto la gestione Vanoli: efficace nel mettere in sicurezza la squadra, ma non abbastanza brillante da trasformare la stagione in qualcosa di più.

Dal punto di vista tecnico, il tecnico ha avuto il merito di rendere la Fiorentina più pragmatica e ordinata, rinunciando spesso a una proposta spettacolare per privilegiare solidità e concretezza. Una scelta quasi obbligata viste le difficoltà della rosa, ma che ha inevitabilmente limitato la crescita offensiva e la continuità nei risultati.

La sensazione, dunque, è che Vanoli abbia compiuto una missione complicata senza però riuscire a cambiare realmente il livello della squadra. Per questo il suo lavoro divide: da una parte la riconoscenza per aver evitato il peggio, dall’altra la consapevolezza che la Fiorentina resti ancora lontana dagli obiettivi che la piazza considera naturali.