Vanoli a Venezia a caccia di punti e di risposte, i giocatori non possono più nascondersi

Il ritorno del tecnico in panchina ha riacceso la speranza, ma contro il Venezia servirà molto più di un semplice cambio di allenatore

10 settembre 2026 22:50
Vanoli a Venezia a caccia di punti e di risposte, i giocatori non possono più nascondersi -
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La Fiorentina ha cambiato guida tecnica, ma non può cambiare la classifica con un colpo di spugna. Il ritorno di Vanoli apre un nuovo capitolo, ma non cancella quanto successo nelle prime giornate. E soprattutto non può diventare un'alibi per una squadra che dovrà assumersi le proprie responsabilità.

La trasferta di Venezia arriva così in un momento delicato. Vanoli ha avuto pochissimo tempo per lavorare e sarebbe ingeneroso aspettarsi una Fiorentina completamente trasformata. Ma sarebbe altrettanto sbagliato pensare che il cambio in panchina possa risolvere da solo problemi che sembrano avere radici più profonde.

Quanto c'era di Grosso nelle difficoltà della Fiorentina?

È questa la domanda centrale. Quando una squadra segna poco, concede troppo e sembra perdere fiducia alla prima difficoltà, individuare nel tecnico l'unico responsabile è la soluzione più semplice. Ma il calcio raramente è così lineare.

Un allenatore può cambiare sistema, distanze e atteggiamento della squadra. Può restituire ordine e certezze. Non può però trasformare in pochi giorni una squadra fragile in una squadra dominante. A Venezia Vanoli dovrà dare una prima identità alla Fiorentina, ma i giocatori dovranno dimostrare di avere personalità e disponibilità per seguirla.

Il vero problema è anche mentale

C'è poi un aspetto che va oltre moduli e tattica: la fiducia. Quando una squadra comincia male, ogni errore pesa il doppio. Un gol subito diventa più difficile da assorbire e una partita complicata rischia di trasformarsi rapidamente in una rincorsa. Lo scorso anno insegna.

La Fiorentina ha bisogno di un gruppo capace di reagire agli episodi, di giocatori che chiedano il pallone nei momenti difficili ed in grado di assumersi responsabilità. Il primo segnale del nuovo corso, quindi, non sarà necessariamente il risultato. Sarà la reazione.

A Venezia finiscono (già) gli alibi

Il tempo, però, gioca contro tutti. Vanoli può chiedere tempo per costruire il suo calcio, ma i risultati devono arrivare. Dopo un avvio così negativo, diventa inevitabile chiedere una risposta almeno sul piano dell'atteggiamento.

I giocatori sono già spalle al muro. Non perché una partita possa decidere una stagione, ma perché dopo tre sconfitte consecutive diventa difficile chiedere ancora pazienza senza offrire qualcosa in cambio. A Venezia servirà una Fiorentina diversa: più aggressiva, compatta e coraggiosa. Non necessariamente perfetta, ma riconoscibile.

Vanoli è la soluzione?

È presto per stabilire se Vanoli sia l'uomo giusto. Soprattutto perché a Giugno, non solo per la società, ma per buona parte della piazza non lo era più.

La partita del Penzo servirà soprattutto a capire quanto del malessere della Fiorentina appartenesse alla precedente gestione e quanto riguardi invece una squadra che deve ritrovare equilibrio, convinzione e personalità.

Se arriveranno segnali positivi, Vanoli avrà il tempo per lavorare. Se invece dovessero ripetersi gli stessi problemi, la discussione si allargherà inevitabilmente alla costruzione della squadra e alle responsabilità della società e dei giocatori stessi. Venezia non sarà ancora una partita decisiva per la stagione. Ma può diventare decisiva per capire che stagione aspetta la Fiorentina.