Si aprano le danze.

Ci mancava una nuova telenovela.

12 mesi fa ci fu la rinnovata voglia di rimanere tutti insieme uniti appassionatamente con Paulo Sousa.
Poi in contemporanea il ritorno di Corvino che stavolta “era tornato per vincere”.
Prima ancora ci furono Benalouane e Konè e ancora prima l’esonero di Montella direttamente sull’aereo per il Madagascar.

Inutile tornare indietro con la memoria ulteriormente. Il regalo per Firenze (Cuadrado), il Salah mai in Italia, il nuovo stadio. Inutile pensare a quanti giocatori rappresentativi siano stati mandati via a calci inventando storie dai contenuti più disparati, idem con gli allenatori.

A volte la verità stava nel mezzo, a volte la proprietà ha avuto anche le sue ragioni, a volte no.

Rimane questa che non è più una sensazione ma che è una certezza. Ogni sessione di mercato, una ricca dose di presa per il culo arriva inevitabilmente dal direttissimo (rigorosamente ITALO) Casette d’Ete – Firenze.

In mezzo alla diatriba Borja Valero poi Cognigni ha voluto rincarare la dose certificando la cessione di Bernardeschi con l’ennesima intervista anti-calcistica della sua vita. Oh, del resto io non mi posso lamentare. Ho sempre detto che vorrei parlasse solo lui, in quanto unico a metterci la faccia e ad avere la carica per farlo. A me dei passi indietro di un “patron” che conta meno di me interessa meno di zero.

Certo è che “Cognignione” quando ci si mette non ha mezze misure. Ha addirittura minacciato Bernardeschi di finire in panchina, salvo poi chiosare con un “anche se non avrebbe senso”. No, a non avere senso è stata tutta la tua intervista Cognignione, il tuo voler parlare ancora di stadio, il tuo finto attaccamento a quella poltrona che odi col profondo del tuo cuore. Ma io ti capisco perché ti riconosco coerenza. E quindi ti rispetto.

Anche se l’odio è ampiamente corrisposto, tengo a precisartelo.

Oh, mi raccomando cari tifosi. Ora mettetevi a litigare sul fatto che se Borja voleva rimanere davvero rimaneva e basta oppure sul fatto che Cognignione è cattivo, ha messo lì apposta Corvino per dimezzare il monte ingaggi e che andava fatto per forza altrimenti il fair-play finanziario ci avrebbe penalizzati (grave inesattezza).

Lo capite che non c’entra più niente oramai il fatto tecnico?

Sia Gonzalo che Borja probabilmente erano da vendere, se ragioniamo prettamente a livello sportivo. Non è una decisione “assurda”. E’ totalmente assurdo il modo in cui matura.

Non c’è niente di sportivo in quello che viene deciso, ma tutto esclusivamente viene fatto sotto una pura logica finanziaria. L’allontanamento di Borja Valero dipende da Pradè e da quel suo scellerato rinnovo. Furono garantite cifre fuori mercato a Borja, io stesso a suo tempo (non sono mai stato enorme estimatore dello spagnolo) rimasi esterrefatto del milione e ottocentomila a salire nette da versare per ogni stagione a un tizio che si prendeva pochissime responsabilità, in chiara fase calante di carriera.

Ma dopo le ripetute cessioni lui rappresentava la squadra e la città oramai, con quel suo modo di fare schifosamente ruffiano ma alla fin fine anche vero. Lui ci amava e tanti di noi lo amavano, era un giocatore poco più che normale nel nostro contesto ma che sentiva il viola sulla pelle. Borja ha un valore intrinseco molto importante, la gente si aggrappa a figure di questo tipo, il calcio è fatto di passioni, non solo di numeri e di denaro.

La cessione del nostro uomo più rappresentativo per pochi soldi è un disastro affettivo che si tradurrà in minori abbonamenti, maggior malcontento, minori incassi. E’ un chiaro segno sul fatto che la proprietà non tiene minimamente in conto del pensiero della propria “clientela”.

Sia chiaro, non è mica obbligo. Ma è il millesimo indizio. E mille indizi fanno 333,3 prove.

Forse è quello che vogliono per continuare con una “exit strategy”? Forse se ne fottono allegramente e basta? Fatto sta che Firenze avrebbe anche accettato tutto questo, a patto che fosse stato spiegato con chiarezza: “la nostra attuale situazione non ci permette più di mantenere un calciatore come Borja Valero a queste cifre, ci troviamo costretti a metterlo sul mercato”.

No, niente di tutto questo. Si nega sempre, si nega tutto. E poi puntualmente accade tutto. 15 anni e non aver capito niente di una città che ha mille difetti ma di sicuro non quello di prendere per il culo nessuno. Ed è per questo che quando veniamo presi per il culo noi poi ci agitiamo.

Dario “Ghebbe”

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