Tuttosport riporta: "Favasuli è un rimpianto per la Fiorentina, poteva essere il titolare di Vanoli"
Il terzino azzurro era di proprietà della Fiorentina
Favasuli, da scommessa a eroe di Napoli: l'affare d'oro di Manna e il rimpianto viola
Se la sua storia fosse una pellicola cinematografica, assomiglierebbe molto alla trasposizione all'ombra del Vesuvio di “Una settimana da Dio”. Nei panni del protagonista c'è Costantino Favasuli, trasformatosi in un batter d'occhio da semplice prospetto a risorsa fondamentale del Napoli. Allegri gli ha regalato prima l'esordio europeo in Champions League contro l'Arsenal a gara in corso: un impatto devastante di fronte ai vicecampioni d'Europa, capace di strappare applausi persino ai media britannici. Ancora più memorabile il debutto in Serie A con la maglia numero 2: subentrato nella ripresa della sfida con il Bologna, il laterale ha trascinato i compagni al successo. Oltre al passaggio decisivo per la rete di Lobotka, il terzino ha infiammato gli spalti del Maradona grazie a una serie di accelerazioni brucianti lungo la corsia di destra. Una sferzata di energia, estro e determinazione indispensabile per rigenerare un gruppo apparso sottotono in queste prime uscite.
Un exploit che fa sbloccare un sorriso all'ambiente partenopeo, considerando l'esborso contenuto sostenuto da Aurelio De Laurentiis: appena 7 milioni di euro complessivi, ripartiti tra 1 milione per il prestito e 6 per il riscatto obbligatorio, che scatterà non appena il Napoli conquisterà il primo punto successivo al 2 febbraio. Un'operazione brillantemente condotta dietro le quinte dal direttore sportivo Giovanni Manna e dal procuratore Mario Giuffredi. Il classe 2004 si è legato al club azzurro con un accordo di otto stagioni (scadenza nel 2031, con clausola di rinnovo annuale a favore della società attivabile entro ogni 30 maggio per prolungare fino al 2034).
Resta da capire se a Firenze qualcuno stia iniziando a mordersi le mani per esserselo fatto soffiare. La Fiorentina vantava la metà sulla futura rivendita e avrebbe potuto riprenderselo con appena 3,5 milioni, dopo averlo liquidato con troppa fretta due stagioni fa. Un'invalutazione evidente, soprattutto se si considera che la dirigenza di Commisso ha sborsato una somma praticamente identica (3,3 milioni) solo per finanziare i prestiti temporanei di Joao Mario e Alex Jimenez. La dimostrazione pratica che i profili esteri non sono necessariamente superiori ai talenti nostrani: molto spesso, si rivelano soltanto più onerosi.