23 Settembre 2020 · 23:29
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TRE PUNTI FONDAMENTALI, MA… VIETATO ILLUDERSI. I “NUOVI” CHIESA E LIROLA SONO OPERA DI IACHINI. ED ORA VLAHOVIC NON DEVE PIU’ USCIRE. L’EDITORIALE DI STEFANO BORGI.

Non abbiamo il coraggio di pensare alla classifica viola senza i tre punti del Ferraris. Anzi, facciamolo subito: Fiorentina che resta a 25, quartultima alla pari del Lecce (che ci avrebbe raggiunto), con soli tre punti sul Genoa… la prima delle retrocesse. E già questo basterebbe. Poi Udinese e Samp che ti superano, il morale che sprofonda, ed un Fiorentina-Milan tra sei giorni fortemente sconsigliato ai deboli di cuore. E invece la banda di Iachini espugna Marassi, rintuzza l’escalation di Lecce, Udinese e Genoa, supera il Torino al 13esimo posto (anche se i granata devono ancora giocare), mette il Sassuolo nel mirino. Potenza del risultato e di una giornata fortunata. E’ già perchè, sfidiamo tutti a ricordare un primo tempo dove tutto, tutto, e ripetiamo tutto (espulsione di Badelj a parte) è andato per il verso giusto. Forse si poteva formulare in un modo più soft, ma ciò che ha detto Tonelli… è incredibilmente vero. La Fiorentina si è trovata sul 3-0 senza mai tirare in porta. Con questo, prendiamo e portiamo a casa, ma la “manita” di Genova non può esser presa per oro colato. Non può esser ritenuta la panacea di tutti i mali, non possiamo abbassare la guardia… non ancora. Non arriveremo a dire (non continueremo a dire…) facciamo 40 punti, oppure: mancano 12 punti a riveder le stelle (28+12 fa appunto 40). Allo stesso tempo, però, rifiutiamo qualsiasi volo pindarico, qualsiasi accenno ad un fantomatico traguardo europeo. La stagione resta di transizione, al massimo di riflessione, e le 14 partite che mancano serviranno per il ritorno di Ribery (ormai prossimo), per la consacrazione di Vlahovic, per la scoperta di Agudelo, per la crescita di Igor e Duncan. Per il rinnovo di Chiesa. Insomma, ce ne sono di motivi per gustarsi i prossimi mesi, senza esagerare. Sopratutto senza illudersi.

  • I MERITI DI IACHINI – A proposito, ripetiamo il giochino: sfidiamo tutti a… riconoscere Pol Lirola e Federico Chiesa. Non poteva essere tutta colpa di Montella, e non può essere solo ed esclusivo merito di Iachini. Anche perchè (non ci rimangiamo quanto detto e scritto dopo l’Atalanta) Chiesa va riportato sulla fascia. E Iachini lo dovrà fare quanto prima. Però… lo spagnolo si è certamente adattato, si è scrollato di dosso le pressioni (un conto è giocare a Sassuolo, un altro a Firenze), ha migliorato la propria condizione fisica. Federico ha conosciuto Commisso, vede l’impegno tecnico ed economico della società, il padre Enrico è più tranquillo (tradotto: si è ricominciato a parlare di rinnovo… o di cessione, c’è comunque un dialogo), ed anche lui sta meglio fisicamente. Però “questi” Lirola e Chiesa sono merito di Iachini. Il sorriso, la corsa verso i tifosi di Federico, la voglia di correre (di entrambi), l’intraprendenza dello spagnolo che finalmente libera la gamba, sono indubitabilmente merito di Iachini. Beppe è una sorta di padre, di fratello maggiore (attenzione, si diceva anche di Pioli), è uno che dice: pane al pane, vino al vino. Carattere diametralmente opposto a quello di Montella. Ripetiamo, le colpe non stanno mai da una parte sola, ma è evidente che la persona Iachini si sposa benissimo con le anime dello spogliatoio viola.

A QUANDO IL TRIDENTE? Adesso Iachini deve fare un ulteriore passo: cambiare modulo e far coesistere le tre punte. Quantomeno una punta centrale e due attaccanti esterni. Va da se che qualcuno resterà fuori (oggi il candidato principale sarebbe Dalbert, anche se il brasiliano sta facendo bene), ma il tempo del 3-5-2 è finito. Sopratutto uno come Dusan Vlahovic non può stare fuori. Non può, non deve. E non deve neppure giocarsela ogni domenica con Cutrone. Ecco perchè Iachini deve trovare il modo di farli coesistere. La staffetta andava di moda 50 anni fa, e non s’ha da ripetere. Certo non possiamo giocare in 12, ma nemmeno possiamo fare di Cutrone un problema. Per questo caldeggiamo il cambio di modulo. Vlahovic può tranquillamente giocare punta esterna in un 4-3-3, in un albero di Natale, partire da destra ed accentrarsi al tiro. L’innesto di Duncan, poi, ti permette di giocare a quattro in mezzo al campo, o addirittura con un 4-2-3-1: Duncan ed uno tra Badelj e Pulgar cerniera centrale, Castrovilli rifinitore, Chiesa, Vlahovic e Ribery che si giocano le due maglie da esterno, con Cutrone punta centrale. Che non può fare altri ruoli. Ora ci fermiamo, altrimenti ci facciamo prendere la mano: abbiamo titolato “vietato illudersi”, e lo ribadiamo. Certo è più facile dirlo e sostenerlo dopo un 5-1 fuori casa.

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