Mentre tutti si interrogano sul ‘caso’ Simeone e sulla sua presunta sterilità in attacco, la società si muove da vera società a fissa il prezzo per i suoi gioielli per non farsi trovare impreparata. Questa strategia farà storcere il naso a molti perché così non si costruisce per il futuro, ma è coerente con la filosofia con la quale la società stessa è gestita. E proprio Simeone è il paradigma di quanto affermato: preso dal Genoa per circa 15 milioni, al suo primo anno di serie A, lo scorso anno è arrivato a quota 14 vivendo tra l’altro lo stesso periodo di astinenza che vive oggi. 

Si sbloccò guarda caso con il Torino contro il quale la Fiorentina gioca sabato, e quest’anno è atteso alla conferma. Che arriverà, state sicuri, così da permettere alla società di mettersi al tavolo delle trattative e strappare, in caso di interesse di acquisto, ben più soldi di quanto lo si era pagato. Così come con Milenkovic, nonostante tutte le smentite del caso; il fatto di aver fissato il prezzo (potenzialmente) a 45 milioni di euro dice che da base si vuole partire e esclude dal mazzo quelle società che questi soldi non hanno. Il che automaticamente vuol dire sapere di avere interlocutori economicamente solvibili e soprattutto abituati a questo tipo di prezzi. In più potrebbero essere anche fonte di scambi (alla Salah) perché club dotati di giocatori in grado di essere utili alla Fiorentina. Insomma nel momento in cui la Fiorentina società di calcio (o comparto agonistico come vuole la proprietà) si comporta da tale facendo come fanno le grandi, non va bene.

Quando invece si faceva trovare impreparata (vedi Badelj e compagnia) non andava bene lo stesso. Non voglio difendere la proprietà (non me ne frega niente e non ho alcun interesse a farlo) ma sono per la coerenza e gli attacchi a Corvino gratuiti o per motivi personali non mi vanno. Perché se è vero che sono arrivati Gil Dias e Maxi Oliveira sono arrivati anche Veretout, Milenkovic, Simeone, Pezzella. 

Andrebbe ricordato, dando comunque per scontato che Corvino è uomo di società e se gli dicono ‘Vendi e compra a poco’ lui lo fa e spesso lo fa bene. Ma farebbe forse meglio se avesse dei soldi da spendere: forse allora però non sarebbe alla Fiorentina.

Giorgio Micheletti