"Thorstvedt? Mi aspettavo ben altro a centrocampo, abbiamo già tanti giocatori nel reparto"
Il giornalista non è proprio convinto dell'arrivo probabile del norvegese
Durante un intervento ai microfoni di Radio Bruno nel pomeriggio, il giornalista del Corriere della Sera Alessandro Bocci ha analizzato le vicende più calde in casa Fiorentina, soffermandosi in particolare sulle strategie di mercato e sulle prospettive della squadra.
Su Koleosho, Bocci si è espresso così: “Ho sempre sostenuto che l'esterno sia un profilo di grande interesse, specie in ottica futura. Sarà fondamentale concedergli il giusto tempo: parliamo di un ragazzo di talento, entrato nel giro della Nazionale già con Spalletti, ma che presenta ancora ampi margini di miglioramento. Finora ha evidenziato una scarsa vena realizzativa; garantisce un grande lavoro di sacrificio lungo l'intera corsia laterale, ma deve essere più lucido negli ultimi metri. In questa stagione ha messo a referto soltanto due reti, e nel calcio attuale sappiamo quanto sia cruciale l'apporto realizzativo degli esterni offensivi”.
Il giornalista ha poi commentato la pista Thorstvedt: “È un calciatore che apprezzo, tuttavia è evidente che in quella specifica posizione la rosa sia già piuttosto affollata. Comprendo che si tratti di un elemento espressamente indicato da Grosso, ma in quel settore di campo ci sono già Fazzini, Brescianini e Fabbian. Parliamo di profili per i quali la Fiorentina ha investito molto lo scorso anno, spendendo quasi 40 milioni di euro. Proprio per questo mi sembra singolare che la dirigenza scelga di inaugurare gli acquisti a centrocampo rinforzando un reparto già numericamente al completo. A mio avviso non rappresenta una scelta strategica ideale”.
Infine, una riflessione sulle possibili mosse in uscita: “Presumo che Paratici abbia già messo in preventivo alcune partenze. Immagino che ci siano trattative ben avviate per quegli elementi che non rientrano più nei piani tecnici: credo che per profili come Gudmundsson o Piccoli si stia già muovendo qualcosa. Ad ogni modo, avrei preferito che il primo innesto a centrocampo avesse caratteristiche differenti, magari un profilo più strutturato fisicamente e più propenso alla fase di rottura”.