Tedino: "Beto e Pellegrino hanno bisogno di tempo per diventare delle certezze, anche Kean è cresciuto con calma"
L'ex tecnico del Palermo ha parlato dei due attaccanti viola
Nel corso del suo intervento sulle frequenze di Radio Bruno durante la trasmissione Pentasport, l'allenatore Bruno Tedino ha analizzato le recenti uscite della compagine gigliata: «In base alla mia esperienza, si passa facilmente da una prova di grande spessore a San Siro — dove la squadra avrebbe meritato di raccogliere punti — a un bottino magro come quello racimolato contro l'Atalanta, pur a fronte di un pareggio ottenuto contro un avversario di altissimo livello e sfruttando l'entusiasmo e la fiducia acquisite. La Fiorentina vanta un organico competitivo, sebbene non ancora pienamente maturo per essere considerato una corazzata; tuttavia, attraverso il lavoro quotidiano, si possono traguardare ottimi traguardi.»
Le sostituzioni nei minuti finali Un passaggio è stato dedicato alle decisioni tecniche a ridosso del triplice fischio: «È naturale che le mosse dalla panchina finiscano sempre per alimentare accese discussioni. Un tecnico ha la piena responsabilità delle proprie scelte, ma può sempre contare sul supporto dello staff per valutare la rotta migliore da seguire, tenendo sempre in debito conto la condizione fisica e le energie residue di chi lascia il terreno di gioco.»
Spazio poi a una disamina sul reparto avanzato:«Moise Kean rappresentava una certezza per la Fiorentina, ma non bisogna dimenticare che anche lui ha avuto bisogno del suo tempo prima di affermarsi come tale. Beto è un attaccante che vanta trascorsi importanti e diverse stagioni chiuse in doppia cifra, dunque possiede qualità di assoluto rilievo. Gli uomini gol si alimentano di fiducia e di istinto per la rete, ma sono convinto che entrambi abbiano margini e doti notevoli.»
In chiusura, un commento sulle dichiarazioni rilasciate dal tecnico viola: «Conosco profondamente Paolo: è un professionista estremamente serio e un grande sostenitore del lavoro duro e metodico in settimana. Questo aspetto non va assolutamente trascurato. Mi trovo perfettamente d'accordo con il suo punto di vista: il valore di un calciatore va misurato esclusivamente sullo stato di forma attuale e sulla resa sul campo, indipendentemente dalla cifra spesa per acquistarlo.»