È successo con Montolivo e poi con Neto. Storie distanti qualche anno ma nemmeno troppe diverse. Giocatori amati, coccolati e fatti crescere per poi, senza riconoscenza, rifiutare il rinnovo di contratto per almeno far guadagnare la società viola qualcosa dalla propria cessione.

La storia che sta andando avanti adesso è quella di Milan Badelj, il centrocampista croato, per bocca del suo procuratore, da quasi un anno a questa parta sta denigrando ripetutamente la Fiorentina, annunciando la voglia di andare via, ripetendo che è di livello superiore al resto della squadra e via così. Parole che mancano di rispetto alla società, ai tifosi e anche a tutti i calciatori. Perché se il tuo procuratore ripete che sei più forte degli altri e per questo meriti di andare via manchi di rispetto a tutti. Anche a coloro che sono più bravi di te e che stanno scegliendo la Fiorentina quasi a vita.

I tifosi viola non possono accettare queste parole, non possono vedere con la maglia viola uno che, tramite il suo procuratore, ripete da mesi a più non posso quanto la Fiorentina non sia alla sua altezza. Ieri contro la Sampdoria sono arrivati i fischi al momento del suo cambio, ma nulla in confronto a quello che sarebbe dovuto essere.

La società ACF dovrebbe prendere provvedimenti, seri. Gente come Corvino e Antognoni (bentornato capitano!) dovrebbero far capire come vanno le cose a questi soggetti. Una società seria non può accettare che un calciatore denigri sulla maglia e su questi colori tramite il suo procuratore. Ce ne rimette anche l’immagine della società.

Questo caso rischia di minare l’equilibrio dello spogliatoio e di tutto l’ambiente. Rischia davvero di far arrabbiare i tifosi viola come non mai. Serve un segnale forte. Giancarlo pensaci tu…
Flavio Ognissanti

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