E siamo arrivati a quattro sconfitte consecutive. A 5 punti dalla serie B. Ad un punto nelle ultime cinque partite, ad un solo gol realizzato nelle ultime tre (oggi appunto). Ad un Montella che, da quando è tornato ad aprile, ha totalizzato ben 14 sconfitte ed appena 5 vittorie (l’ultima in casa il 6 ottobre contro l’Udinese, l’ultima in assoluto a Sassuolo dove, peraltro, era squalificato. Quindi, ad esser cattivi…). Ah, dimenticavamo, le due vittorie in coppa Italia con le temibilissime Monza e Cittadella, oneste squadre di B e di C, entrambe in casa. Ci deve scusare l’aeroplanino, ma non abbiamo potuto reprimere un certo sarcasmo, anche perchè la frase più ricorrente in questo momento è: “ma cosa deve succedere perchè Montella venga esonerato? Le dobbiamo perdere tutte? Dobbiamo retrocedere?” Domande plausibili, magari estreme, ma plausibili. Caro Montella, non sappiamo cosa dovrebbe succedere, anche perchè non decidiamo noi, ma di certo non deve prendere in giro Firenze ed i fiorentini. Anche perchè, caso mai non se ne fosse accorto, la Fiorentina (per Firenze) è più importante del Ponte Vecchio, del Cupolone, degli Uffizi. La Fiorentina è importante quanto il Calcio Storico, il “Biancone” ed il Porcellino, insomma… con la Fiorentina non si scherza. Glissiamo sulla sua espressione disincantata, apparentemente distante, corredata spesso da quel risolino (forzato? Isterico?) che non crediamo sia studiato a tavolino. E non arriviamo neppure a dire che l’eventuale presa di giro sia volontaria, no… non arriviamo a tanto. Però non ci venga a tirare fuori la storia del finale di partita “senza il quale non sarei qua”, come se 10 minuti giocati sui nervi possano bastare a giustificare la sua permanenza. E sopratutto non ci ripropini il discorso delle “nitide” occasioni da gol, che fa il paio con i 19 tiri effettuati contro il Lecce. No, caro Vincenzo, non crediamo lei lo faccia apposta, ma si renderà conto che ad un orecchio poco aduso alla sua ironia (così poco partenopea e molto empolese), queste frasi suonano male. Molto male. E siccome non non ci vogliamo abituare alla mediocrità, men che meno alle battute sulle quali (ci permetterà) noi fiorentini siamo maestri, ci risparmi certe affermazioni. Firenze non merita prese in giro, Firenze non merita supercazzole, Firenze non merita sopratutto uno spettacolo simile. Lei potrà dire…. e l’anno scorso? Vi siete (ci siamo) salvati all’ultima giornata, e venite a lamentarvi da me? Che pretendevate? Appunto, caro Montella, era l’anno scorso… con una proprietà che aveva mollato, una squadra che aveva mollato, una tifoseria in rivolta. Era tutta un’altra situazione. Come allora era impossibile fare calcio, è possibile (anzi obbligatorio) farlo oggi. Con tutte le componenti a favore: societarie, tecniche ed ambientali. Mi creda, con una rosa simile non si può (non si deve) perdere quattro partite di fila con Cagliari, Verona, Lecce e Torino. In molti casi non scendendo neppure in campo. Non si può e non si deve. Quindi, la logica vorrebbe che lei si dimettesse, altrettanta logica vorrebbe che lei fosse mandato via, la realtà è che lei rimarrà (almeno) fino a domenica prossima contro la capolista Inter (che Dio ce la mandi buona). Nel frattempo ci risparmi tutto quanto sopraelencato. Grazie.

  • ORA TOCCA A ROCCO: da questo bailamme negativo c’è una figura che va tirata fuori, ed è Rocco Commisso. Lui dice che il responsabile (in entrambi i sensi) è sempre il presidente, di rifarsela con lui, di prendersela con lui se le cose vanno male. Personalmente non ce la sentiamo, Rocco Commisso è stata una benedizione per la Firenze sportiva (e non solo). E forse la presunzione, l’autodistruttività congenita dei fiorentini, non meritavano tale fortuna. Ma tant’è, qualcuno ce l’ha mandato e ce lo teniamo stretto. Però il vento sta cambiando, sta ingiustamente cambiando: qualcuno sui social comincia a dubitare, a criticare, addirittura a rimpiangere i Della Valle. Ora, senza arrivare a questo estremo grottesco, diciamo è arrivata l’ora che Rocco decida con la sua testa. Perchè l’impressione è che le ripetute conferme di Montella non siano farina del suo sacco. Anzi, crediamo proprio che un Commisso non al primo anno di scuola avrebbe già licenziato Montella, forse addirittura dopo Cagliari, e che invece vuole aspettare, vuole seguire la strada tracciata dal suo staff tecnico (Pradè ed Antognoni). I quali, più o meno giustamente, perorano la causa dell’aeroplanino. Fino allo stremo. Ecco, la richiesta che noi facciamo a Rocco è che… passi una, due, tre, ma quattro sconfitte consecutive, la B a soli cinque punti, una serie di spettacoli indecenti (e stiamo bassi), lo inducano a prendere in mano la situazione. Perchè si fa presto a passare da salvatore della patria, a traditore della patria stessa. E Rocco non se lo merita, proprio no…

CONCLUDENDO… Come avete visto non abbiamo parlato di Montella allenatore sul campo, dell’ennesimo primo tempo sprecato, dell’inserimento (totalmente inutile) di Ghezzal, di un Pedro terza scelta, di un terzino destro bloccato che apriva delle vere e proprie autostrade, di un Pulgar impresentabile, di un Ceccherini inadeguato, di un Chiesa che… che vogliamo dire di Federico Chiesa? Che non stava ancora bene, che non si trova con Vlahovic, che ha trovato la gamba giusta solo in quei famosi dieci minuti finali? Se volete dirlo… ditelo, noi ci asteniamo. Insomma, forse non abbiamo fatto un buon servizio giornalistico, ma ci sembrava più importante analizzare il generale e non il particolare. Anche perchè, come diceva un vecchio saggio, vince e perde la società. Quindi…