La nuova Fiorentina riparte dal portiere. Via libera a Tatarusanu, che sarà ceduto al miglior offerente e spazio a Marco Sportiello. Investimento da quattro milioni e mezzo. Una scelta battezzata da Pantaleo Corvino. La società viola scommette su un talento che a 25 anni si è un po’ perso per strada.

Da potenziale erede di Buffon a panchinaro nell’Atalanta di Gasperini e nei cinque mesi passati con Sousa a Firenze. Dove sta la verità?

«Non ero un fuoriclasse prima, non sono diventato scarso adesso. Mi lascio alle spalle un anno pesante. L’Atalanta ha fatto scelte diverse. Le ho accettate anche se non è stato facile. Poi, è arrivata l’offerta della Fiorentina e sono tornato a sorridere. Non è stato semplice per la mia famiglia sopportarmi in questo periodo nero».

Che cosa le ha insegnato quest’anno da panchinaro?

«Che ogni allenatore è diverso. Ha le sue idee e quindi ti devi adattare. Per un portiere tra l’altro è tutto più complicato. Se sei il secondo, non giochi mai. Purtroppo momenti così possono capitare nella carriera di un calciatore».

Anche nella Fiorentina ha avuto poco spazio.

«Sapevo che c’era Tatarusanu. Non si cambiano le gerarchie durante il campionato ma io dovevo cambiare aria. A Bergamo non ci volevo e non ci potevo più stare. Questi mesi mi sono serviti per integrarmi nel gruppo e per conoscere Firenze. L’obiettivo è riconquistare subito un posto in Europa».

La piazza è in fibrillazione.

«Sono arrivato e siamo usciti dalla Coppa Italia e dall’Europa League. Insomma, ho scoperto subito la Firenze che bolle. Ma non sono rimasto sorpreso, la passione dei tifosi viola è conosciuta in tutta Italia».

I Della Valle hanno scelto Pioli.

«Alla guida della Lazio ha fatto grandi cose e anche i suoi primi mesi all’Inter sono stati positivi. E’ un tecnico preparato e avrà il vantaggio di conoscere la piazza».

Bernardeschi non ha ancora deciso il suo futuro.

«E’ un fenomeno. Spero resti alla Fiorentina, naturalmente. Federico nonostante l’età è molto maturo. Sceglierà con saggezza».

Chiesa, invece, è sbarcato in Nazionale.

«Mi ha colpito la sua cattiveria agonistica. Ha grandi qualità e ha ancora ampi margini di crescita».

Il suo portiere modello?

«Sono un tifoso milanista e sono stato conquistato da Seba Rossi. Era un fenomeno nel parare i rigori. Ho cercato di rubargli qualche trucco».

 

La Fiorentina ha una grande tradizione di portieri.

«Mi piacerebbe fare una piccola parte del percorso di Toldo in maglia viola. Un mito».

Una persona che vuole ringraziare ora che si sta chiudendo il suo momento nero?

«Il procuratore Giuseppe Riso. Mi ha dato la carica giusta quando avevo il morale a terra. La mia prima grande parata in maglia viola la dedicherò a lui».

La Gazzetta dello Sport

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