Muriel ha parlato al Corriere dello Sport, queste le sue parole:

«Quando si è prospettata l’idea di venire a Firenze, sognavo di restare. Sono arrivato con l’obiettivo di fare bene e di conquistarmi il riscatto».

Pensava di inserirsi così bene all’interno del gruppo viola?

«Quando arrivi in una nuova realtà, all’inizio è sempre un po’ complicato. Onestamente non mi aspettavo tutta questa empatia e questa capacità di fare bene da subito. Io ero consapevole della mia voglia, gigantesca, di fare bene. Il merito è stato dell’allenatore, che mi ha dato subito grande fiducia, e della squadra che mi ha accolto bene e mi ha dato l’opportunità di mettere subito il mio calcio al loro servizio».

Crede ancora all’obiettivo Europa?

«Tutto è possibile. Abbiamo ancora due strade aperte, con la coppa e sul fronte campionato e non possiamo smettere di sognare l’Europa adesso. È difficile, però si può fare. Anche in Coppa Italia, niente è compromesso. Non vogliamo abbassare la guardia, ci sono tanti punti in palio e l’obiettivo è conquistarli tutti

Chiesa, secondo lei, vale davvero 100 milioni sul mercato?

«Per come va il mercato adesso, penso anche di più (ride, ndr). Federico è un grandissimo giocatore, è molto giovane, può migliorare rispetto a quanto abbiamo visto fin qui e può davvero pensare di essere tra i primi giocatori per qualità tecniche. Ë forte fisicamente, ma soprattutto ha testa. Credo che mettendo insieme l’esperienza necessaria, facilmente potrà essere uno dei migliori al mondo».

E Simeone?

«Giovanni è tra i compagni che mi hanno impressionato di più. Quando sono arrivato, lui era uno dei titolari fissi, poi ha cominciato a giocare di meno, eppure non è mai mancata la voglia di aiutare il gruppo. Ogni volta che è entrato in campo ha quasi sempre fatto la differenza: è anche questione di testa».

Davanti alla porta, spesso Simeone non brilla nell’ultimo passaggio, mentre lei vede benissimo la porta.

«Non ridurrei il tutto a questa considerazione. Giovanni è più bravo a giocare dentro l’area, è portato naturalmente a fare più gol: nel calcio, poi, ci sono momenti. In questo periodo, diciamo che a me gira tutto dalla parte giusta

Che effetto le ha fatto respirare
tutto questo affetto da parte della tifoseria?

«È bellissimo. I tifosi vedono comunque il sacrificio della squadra. Possiamo commettere errori, ma non viene meno mai la voglia di combattere, l’idea di stare dentro la partita fino all’ultimo istante, senza mollare mai. Siamo un gruppo giovane: a volte soltanto il cuore non basta e sentire che ci accompagnano sempre è straordinario»