Una certezza l’abbiamo: se la Fiorentina giocherà con il coraggio, l’intensità e la passione di Milano, da qui in avanti perderà pochissimo. In vista dell’Atalanta, scontro diretto vero e proprio per l’Europa, più ancora di quello che è stato con la Samp, sarà fondamentale il ruolo di Stefano Pioli. E non solo per disinnescare il lavoro tattico di Gasperini. La speranza è che l’allenatore in questi cinque giorni sia riuscito a lavorare in profondità sul suo gruppo. Va cancellato in fretta dalla testa dei giocatori quel senso di ingiustizia che ha accompagnato tutti noi in questi giorni. E che sulla squadra potrebbe avere effetti negativi, annebbiare le idee e smorzare l’entusiasmo, per esempio, anche togliere rabbia e grinta.

È la missione di Pioli. La Viola deve concentrarsi sull’Atalanta che non vince da sette partite ma è in ripresa, gioca un calcio fisico, nevrotico, fastidioso, con una serie di marcature a uomo in ogni zona del campo. E ha qualità in attacco, forza a centrocampo, centimetri in difesa. Una squadra completa, che ha sofferto l’eliminazione dall’Europa League contro il Copenaghen.

Ma è rivale tosta e lo sarà, sino alla fine del campionato. La Fiorentina dovrà giocare con l’animo guerriero e la testa sgombra da cattivi pensieri. Servono intensità e lucidità soprattutto negli ultimi sedici metri. Da Milano, oltreché con una gran rabbia, siamo usciti con un interrogativo: come sarebbe andata a finire la partita contro l’Inter se Simeone, liberato magistralmente da Chiesa, avesse sbloccato il risultato prima del rigore di Icardi? Invece l’argentino, evidentemente stanco, nella testa ma anche sulle gambe, ha controllato male e tirato peggio.

Ci sta, nessuno intende istruire processi su un singolo errore. Però, oltre al furore, è necessaria la freddezza. Le occasioni sbagliate si pagano. Ci aspettiamo una pronta risposta dal Cholito, così come un ulteriore crescita di Pjaca che, stando a chi lo conosce bene, non dovrebbe essere neppure al cinquanta per cento della condizione. La Fiorentina ha bisogno del croato, quello vero, per rimanere nei quartieri alti della classifica.

Il calendario non dà certo una mano ai viola in questo periodo: dopo l’Atalanta e prima della sosta c’è un’altra trasferta molto complicata a Roma con la Lazio e lontano dal Franchi i ragazzi di Pioli hanno la necessità impellente di cambiare ritmo. Ci sarà tempo per parlarne. Ora bisogna concentrarsi sull’Atalanta, andare a caccia della quarta vittoria consecutiva dentro il Franchi e possibilmente di una ritrovata stabilità difensiva.

Anche Vitor Hugo, come Simeone, deve dare delle risposte. E non tanto per il ridicolo tocco con i polpastrelli, quanto per l’uscita a vuoto che ha generato il raddoppio di D’Ambrosio.

Alessandro Bocci, Corriere fiorentino