Ogni anno, puntuale a inizio campionato, le compagini blasonate che non disputano le coppe sono spesso ritenute avvantaggiate rispetto alle controparti che hanno il calendario fitto di impegni, nazionali ed europei. Ma è veramente così? Il ritornello “e poi non ha le coppe”, che gli addetti ai lavori ripetono a inizio stagione massimizzando le chance che il club in questione possa trarne giovamento e classificarsi più in alto rispetto all’oggettivo valore della squadra, ha reale fondamento?

In questo speciale SuperNews ha voluto approfondire il tema indagando quanto la partecipazione alle Coppe Europee condiziona effettivamente il piazzamento finale in Serie A. Abbiamo analizzato le ultime 20 stagioni delle cosiddette “sette sorelle”, ossia i club più blasonati del nostro campionato (Juventus, Inter, Milan, Roma, Lazio, Fiorentina e Napoli) suddividendo le annate in cui vi è stata partecipazione alle competizioni continentali (Champions League ed Europa League) da quelle nelle quali, al contrario, le squadre non hanno affrontato Coppe Europee. I dati utilizzati per la produzione del nostro studio sono stati prelevati dal sito ufficiale della Lega Serie A e dai portali ufficiali di riferimento di ciascun club considerato.

I risultati della ricerca parlano chiaro: in cinque dei sette casi considerati (uniche eccezioni Juventus e Lazio) i club oggetto di analisi hanno incontrato maggiori difficoltà in campionato nelle annate in cui non hanno disputato competizioni europee. Lo studio fa emergere ulteriori dettagli: infatti, negli ultimi 20 anni, ogni club si è classificato in media circa al settimo posto quando non ha disputato le coppe (7,03), circa tre posizioni in meno (4,46) rispetto alle annate contraddistinte da impegni continentali.

Nelle stagioni analizzati la Fiorentina (escludendo le due annate in Serie C e in Serie B) non hanno partecipato alle coppe europee in sette occasioni. La stagione più drammatica per la Viola è stata quella del 2004/2005 nella quale la compagine fiorentina sfiorò la retrocessione piazzandosi al sedicesimo posto mentre l’annata più prolifica è stata quella del 2012/2013 quando con Vincenzo Montella in panchina la Fiorentina, favorita dall’assenza di impegni europei si classificò sorprendentemente quarta.

Tra le annate in cui i gigliati hanno partecipato alle competizioni continentali occorre menzionare soprattutto la sfortunata stagione 2001/2002 quando la Viola, impegnata in campo europeo (Coppa Uefa), classificandosi diciassettesima in campionato dovette retrocedere nella serie cadetta. La compagine fiorentina, in linea con la nostra tesi, si classifica in generale mediamente meglio nelle annate in cui partecipa alle competizioni europee (6,90) al contrario nelle stagioni senza coppe continentali il dato cresce notevolmente (8,86).

L’esito del nostro studio riguardante l’influenza delle competizione continentali sul piazzamento finale in campionato ha dimostrato che in generale i club italiani quando partecipano alle coppe si piazzano in media meglio di quando invece non affrontano l’impegno europeo. Questo accade nella maggior parte dei casi analizzati per un motivo: le compagini italiane nell’annata in cui sanno di dover disputare le coppe cercano di costruire una rosa preparata ai tanti appuntamenti che li aspettano. La qualificazione alle coppe del resto dà l’opportunità al club di poter usufruire di un budget per il mercato più elevato, la rosa ne guadagna infine in termini di qualità, quantità e competitività.

 

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