“Ci sono tante differenze nella morte di Astori, scrive Mario Sconcerti, penna del Corriere della Sera-. Che stato il primo grande calciatore ad essere morto nel suo letto, non sul campo (…). Che doveva firmare oggi il rinnovo del contratto per altri tre anni, il suo viaggio verso la fine della carriera (…). Il calcio è davvero come un grande circo e fermarsi insieme significa andare avanti, normalizzare (…). Ma nelle reazioni di rimbalzo, la morte di Astori ha soprattutto restituito un’anima unica alla città che per dividersi era quasi diventata cattiva con se stessa (…). Astori è riuscito in questa pazza alchimia, dare a un’intera città una voce sola, per ricominciare”.

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