Sul Corriere dello Sport Stadio troviamo un articolo di Alessandro Rialti sulla svolta decisa di Andrea Della Valle:

“La Fiorentina arranca in campionato e il presidente viola Andrea Della Valle, uscito mercoledì sera dal Franchi, ha deciso di ritornare a riprendere in mano la situazione

Andrea a Bologna. Il presidente, sia chiaro, c’è sempre stato, la guida di Corvino-Cognigni è figlia di una sua scelta, congiunta al fratello Diego, ma mercoledì sera, senza nulla togliere ai suoi manager, Andrea ha deciso che fosse necessario dare una scossa all’ambiente. Una decisione legata alla necessità di far capire a Sousa e ai suoi giocatori che quello che sta succedendo va bloccato e invertito immediatamente.

Altri passi falsi e la stagione rischia di essere tumulata. Per questo si può parlare del ritorno di Andrea, al punto che domani il presidente farà di tutto per tornare in trasferta, insieme alla squadra, per tracciare i confini di una rinascita. E in questo senso vanno lette le dichiarazioni e le scelte che sono state fatte. Ecco in cosa consiste la sua svolta

1) Cessioni bloccate. Nessuno dei giocatori importanti sarà ceduto, Kalinic in testa. Questa la sua affermazione a fine gara per far sì che eventuali giocatori decisi ad andarsene altrove siano edotti che nessuna fuga sarà consentita. Anche se francamente a questo punto la domanda sul valore di questo “niet” viene spontanea: ma è davvero la soluzione giusta trattenere giocatori come Badelj che sembrano davvero con la valigia già pronta? I risultati fin qui ottenuti lasciano molto perplessi. Non sarebbe meglio vendere per ricomprare? Sempre che se ne abbia la voglia e non si punti solo al rientro economico. Domanda che rimane in bilico.

2) A gennaio la svolta decisiva per il nuovo stadio. Eccesso di ottimismo? Forzatura per portare l’amministrazione comunale allo scoperto? Voglia vera di rinforzare il progetto nell’intento di portare la sfida ai vertici del campionato oppure solo la necessità di avere qualcosa da vendere insieme a tutta la Fiorentina? domanda importante e ancora incerta.

3) “Fiorentinizzazione” del gruppo. Come raccontato da settimane è in atto l’avvicinamento a Giancarlo Antognoni per i rapporti istituzionali, con l’adesione di Corvino, ma pure a Christian Riganò, viola dell’era Della Valle per inserirlo nel settore giovanile.
Trasfusioni di sangue viola per avvicinarsi ulteriormente alla gente, nella speranza di riuscire a costruire davvero un fortino entro il quale si possa organizzare la ricostruzione futura o la difesa di fortino della proprietà. E’ un’altra domanda che rimane in piedi.

Resta il fatto che Andrea ha spostato sui grandi temi l’attenzione di tutti, sottraendo Sousa e i giocatori alla pressione e alla delusione. Ora però ci sarà la prova generale, tutti a Bologna, con quasi duemila tifosi e con lo stesso Andrea se confermerà la presenza. Vuole guidare una battaglia che si sta facendo determinante.

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