La vita è fatta di scelte, il discorso vale anche per la carriera di un calciatore. Sembra passata un’eternità da quando Jesé Rodriguez segnava con regolarità nella cantera del Real Madrid al fianco di Alvaro Morata. Con la differenza che l’ex compagno di reparto è diventato un calciatore di livello mondiale, da 80-90 milioni di cartellino, Jesé invece non riesce ad emergere nemmeno tra le file dello Stoke City. L’attaccante esterno classe 1993, rapido e guizzante, nel 2016 decise di lasciare la Real casa per accettare l’offerta del Paris Saint-Germain: 25 milioni di euro nelle casse di Florentino Perez, che ancora festeggia a caviale e champagne.

Lo spagnolo non si è dimostrato all’altezza del Psg (tanti spezzoni, per 368’ complessivi e 2 gol), che dopo la prima parte di stagione lo ha rispedito nella Liga, in prestito al Las Palmas, il club della sua città natale: non entusiasmante il bottino di 16 presenze e 3 reti.

Quest’estate Jesé, è stato vicinissimo al vestire la maglia viola, poteva andare alla Fiorentina (era stato raggiunto l’accordo con il Psg), ma ha scelto la Premier League. Senza sapere, evidentemente, che sarebbe andato incontro ad un altro flop. Poi Corvino virò su Gil Dias.

Inizialmente Mark Hughes ci aveva puntato: nelle prime cinque partite era partito titolare, addirittura alla prima aveva deciso lui contro l’Arsenal, ma poi non ha dato continuità. Inevitabile lo scivolamento nelle gerarchie offensive, al punto che nelle ultime 6 gare di campionato l’ex merengue ha collezionato appena due gettoni da un quarto d’ora.

Lo scorso weekend, il fattaccio: non vedendosi chiamato in causa neppure per la terza sostituzione, pur essendosi scaldato abbastanza a lungo, Jesé ha imboccato anzitempo il tunnel degli spogliatoi, senza assistere alla parte finale del vittorioso match contro lo Swansea.

A certificare un’insofferenza tangibile. Un comportamento che alle latitudini di Stoke-on-Trent non è affatto piaciuto, tant’è che la stampa inglese nutre dubbi sempre più insistenti circa la prosecuzione dell’avventura in biancorosso del 24enne iberico, ancora alla ricerca della sua reale dimensione. Per lui finora 487 minuti dilazionati in 9 apparizioni, il succitato gol ai Gunners e lo spettro, se non la realtà, di un nuovo ingombrante flop, dopo aver sfiorato la Serie A a più riprese.

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