19 Ottobre 2021 · 15:27
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CorFio, Ribery è nervoso e frustrato: lui aveva firmato per una Fiorentina da alta classifica. Ed ora?

Quanti malumori per il francese. I motivi...

Ci sono giocatori che contano di più. Dentro e fuori dal campo. Sono i leader, dai quali (molto) spesso dipende non solo il rendimento, ma anche l’umore della squadra. A Firenze, questo ruolo, se l’è preso Franck Ribéry. Da lui, nel bene e nel male, dipende (quasi) tutto. Basta pensare alle ultime due partite. Nella prima, quella contro la Sampdoria, FR7 non c’era, e come è andata a finire si sa. Domenica, con lo Spezia, il francese ha giocato una delle peggiori gare dal suo arrivo in viola. Risultato? Prova da dimenticare di tutta la Fiorentina, scarsissima produzione offensiva, e un pareggio che sa di sconfitta. A far rumore però, non è tanto la prova dell’ex Bayern, una giornata storta capita anche ai migliori. A colpire è stato il suo atteggiamento. Lo si è visto sbracciare, lamentarsi con più di un compagno per un passaggio sbagliato o mancato, insistere meno del solito nella ricerca della giocata del campione. Come se, a un certo punto, si fosse arreso.

Ribéry a Cesena è parso nervoso, quasi frustrato. Uno stato d’animo che per la verità pare accompagnarlo da tempo anche se, pubblicamente, Franck non si è mai lasciato andare. Perché una cosa è certa: FR7 si sente pienamente coinvolto, ha preso a cuore questa avventura fiorentina e vuole a tutti i costi vincere la sfida. Per questo, da qualche tempo, mostra quei chiari segnali di nervosismo.

Lo si nota sul campo, e più voci lo confermano. Franck infatti non sarebbe per niente felice della situazione. Sperava, per esempio, che dal mercato arrivasse qualcosa di più. Questo, sia chiaro, non significa che non abbia stima dei nuovi arrivi. Si aspettava però, qualche rinforzo capace di garantire un vero, e immediato, salto di qualità. Giocatori capaci di affiancarlo (quasi) da pari a pari e, forse, anche un allenatore diverso rispetto a Iachini. Perché lui vuole una Fiorentina d’alta classifica, altrimenti un anno e mezzo fa non avrebbe accettato la proposta di Pradè. Si sarebbe accontentato di una pensione dorata in Cina o negli Emirati Arabi.

A rovinare l’umore del francese ci si sono messe pure le questioni private, con la famiglia che (al contrario di quanto successo l’anno scorso) ha scelto di restare in Germania. Un elemento, questo, che peserà parecchio sulle sue scelte future. Quando, per esempio, a giugno dovrà decidere se rinnovare o se far scadere il contratto e, quindi, andarsene. Lo riporta il Corriere Fiorentino.

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