5 Agosto 2021 · 10:22
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Ribery: “Con Montella grande rapporto. Chiesa meglio esterno che attaccante. Dopo il rosso…”

Frank Ribery è stato intervistato da Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport, queste le sue parole:

Hai preferito Firenze, la Serie A, ai milioni arabi, cinesi e russi.
«Non so vivere senza la pressione e la tensione della vigilia, senza il trasferimento in pullman, lo spogliatoio prima di una partita importante. Il calcio vero. Quando raccontai a mia moglie che era arrivata anche la proposta dalla Fiorentina, lei mi disse: “Ti conosco da vent’anni, so tutto di te, so che hai bisogno degli stimoli giusti e che il denaro arriva dopo”… Ho avuto due grandi fortune».

Quali?
«Incontrare Wahiba e far parte della Francia del 2006, Zidane e Thuram, Abidal e Vieira, Henry, Trezeguet, Makelele. Una squadra irripetibile. Otto anni prima ero sceso in strada per festeggiare il Mondiale vinto, e otto anni dopo facevo parte della Nazionale. Sembravo un bambino finito dentro un sogno»

Ci siamo divertiti di più noi italiani.
«Non provo invidia, non sono geloso. Fu una bella partita».

Come fu il vostro post-gara a Berlino?«Antidoping, io e Thuram non rientrammo subito nello spogliatoio, quindi non so dirti quanta tristezza o rabbia ci fosse. Nei giorni successivi sono stato troppo male, però».

Domenica rientri dopo aver scontato le tre giornate di squalifica. Hai lasciato sola la squadra, il contraccolpo è stato pesante.
«Avrei dovuto evitare quella reazione, mi sono scusato ma non mi è bastato. Una tristezza infinita. L’istinto, la tensione della partita hanno prevalso sull’esperienza. Male, molto male. Con gli arbitri non ho mai avuto grossi contrasti».

Firenze ti ha accolto magnificamente.
«E’ un posto ideale per fare calcio, la città, il pubblico vive la squadra. Come a Marsiglia, dove sono stato due anni. C’è un’adesione fortissima. Rocco, Joe e Daniele hanno tanto entusiasmo, la gente si fi da di loro. Daniele Pradè è una persona unica. E con Montella mi trovo benissimo, mi ha dato tanta responsabilità, il cambio di modulo ha portato equilibrio alla squadra».

Ma ha costretto Chiesa a fare l’attaccante.
«Federico lo vedo più centrocampista esterno che punta. Ha grandi doti, deve soltanto pensare a giocare, a lavorare, a crescere. E’ un tipo abbastanza chiuso, ma sa ascoltare».

Tu verso i 37, Ronaldo verso i 35. Buffon quasi 42 e si parla del rientro in Italia di Ibra, 38 fatti.
«Il niveau, il livello, è alto. Professionisti che hanno saputo lavorare, che non si sono fermati. Io smetterò soltanto quando il corpo mi dirà che non ce la fa più. Anzi, un minuto prima».

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