Una sfida inedita dal sapore amaro. Juventus – Sporting Clube de Portugal potrebbe essere riassunta così. Il campo però non c’entra nulla. Il protagonista del rimpianto forse più grande del nuovo millennio è il calciomercato. Storie, occasioni e intrecci che spesso fanno la fortuna di una squadra, ma a volte diventano rammarico. E nella sfida inedita di mercoledì sera quei colori Verde e Brancos non potranno non far affiorare nella mente di tutti quello che sarebbe potuto essere… ma non è stato.

Cristiano Ronaldo alla Juventus. Sì, avete capito bene. Immaginarlo adesso probabilmente è utopia. Ma c’è stato un momento della carriera del portoghese, però, che i colori bianconeri furono ad un passo. CR7, arrivò a Torino, si sottopose alle visite mediche di rito. Poi, però, l’affare sfumò. Forse è un rimpianto, un colpo che sicuramente avrebbe stravolto il gioco della Juventus. “Era la stagione 2002-2003 – ci racconta Gianni Di Marzio – A quei tempi ero responsabile dell’area estera della Juventus. Mi trovato in Portogallo, seguivo da vicino Quaresma. Poi, durante un match di campionato dello Sporting (contro il Belenenses, per la cronaca), a 20-25 minuti dalla fine della partita, entrò questo ragazzino. Era il più giovane che c’era nella distinta. Segnai il suo nome. E iniziai a seguirlo, si posizionò largo sulla sinistra. Intanto, più in basso rispetto alla mia posizione, una signora batteva a lungo le mani: lì, capii che quella era la madre. Presi le generalità del ragazzo, scambiai i numeri di telefono. E poi ne parlai con la Juventus, Moggi e Ceravolo che erano i miei responsabili diretti. Cristiano Ronaldo fu realmente ad un passo dal vestire bianconero, fece anche delle visite e un piccolo provino. Ma nella trattativa doveva essere inserito anche Marcelo Salas. Lui, però, aveva voglia di tornare in Sudamerica visto che è cileno. Infatti, il River Plate pressava da vicino per averlo. E così Salas andrò in Argentina, e Ronaldo invece non arrivò alla Juventus”

 

Gianlucadimarzio.com

 

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