Vi proponiamo uno stralcio dell’articolo pubblicato da Benedetto Ferrara nell’edizione odierna de La Repubblica, nella quale viene analizzata la situazione di Norgaard:

È arrivato per fare la riserva della riserva. È costato come è previsto dai codici blindati del progetto: poco. Due milioni (3,5 per il riscatto) e Christian Noorgard ha trovato casa alla Fiorentina. Un regista già fatto e pronto non era alla portata del budget. Pioli studia ciò che gli hanno messo a disposizione e medita sulle mosse che servono per ridare fiato a una squadra sgonfia. Gli hanno messo a disposizione una squadretta senza regista e lui ha detto: ok, proviamo Veretout. E se il francese è andato bene è il resto che ha perso identità. 

Ecco l’idea (tutta ancora da valutare) di rimettere Veretout nel ruolo di interno di centrocampo. E a fare il centrale? Norgaard, appunto. 

Va detto che il ragazzo 36 minuti li ha giocati quando, contro il Chievo, è uscito Edimilson (Veretout era squalificato). Ricordi? Nessuno. Ma ci può stare. E poi? Mai più visto. Ci può stare anche questo, considerato il livello del mercato low profile, ma il fatto è che prima dell’ultima sosta Pioli aveva pensato proprio a Norgaard per ridare un po’ di vita a un centrocampo dalle geometrie molto confuse. Tutto questo dopo aver passato mesi a lavorare con lui sui tempi di gioco e sui suoi lati deboli, che a detta di chi lo segue sul campo, al momento sono, oltre a una certa lentezza, la difficoltà nella verticalizzazione, e una varietà di idee al momento piuttosto limitata. 

A essere molto ottimisti potremmo dire che anche Badelj quando arrivò a Firenze dalla Germania ci mise un po’ a trovare 

rapidità di esecuzione e le geometrie giuste. A essere un po’ meno ottimisti il dubbio che si tratti dell’ennesimo assegno circolare di cui il mercato ama riempirsi c’è. 

Il futuro è indecifrabile, ma ciò che sappiamo è che Pioli non ha potuto lanciare il giocatore secondo le sue tempistiche perché quando ha deciso che era arrivata l’ora Norgaard si è infortunato con la sua nazionale. Quindi è inevitabile immaginare che il tecnico possa verificarne i progressi al ritorno in campionato, quando la Fiorentina andrà a giocare a Bologna, prima della supersfida con la Juventus al Franchi, partita poco adatta agli esperimenti.

Non vi è certezza sul possibile esordio del ragazzone danese e sembra difficile che con due o tre milioni ti vendano un fenomeno di 24 anni. Però sognare è bello. Anche se neanche il sogno, al momento, fa parte del progetto.