Ecco quello che scrive questa mattina il Fatto Quotidiano sullo scandalo plusvalenze tra la Juventus e le altre società:

“La sirena d’allarme è suonata la sera di domenica 10 marzo, durante la Domenica Sportiva. Nel bel mezzo dell’appuntamento tv nazional-popolare per eccellenza, il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina si è messo a parlare di “plusvalenze”. Il messaggio è stato chiaro: “È nostro compito attenzionare plusvalenze e scambi sospetti.

Tutti gli scambi senza finanza vanno segnalati alla Procura e segnaleremo alle società di revisione se alcuni elementi danno sospetti, facendole intervenire. E obbligheranno una svalutazione della plusvalenza fittizia”. Il tifoso medio ha capito quanto basta: se il presidente della Figc ne parla alla Domenica Sportiva, vuol dire che il problema è grosso.

I bilanci delle società di calcio rischiano di esplodere. Il fenomeno delle plusvalenze è il sintomo della crisi. Sembrano ricavi fittizi per nascondere le perdite e rinviare l’a ppuntamento con la realtà. È un mondo dove la Juventus vale in Borsa 18 volte la Lazio, azienda che pure fa esattamente lo stesso business. E la Roma vale un quinto della Juventus, ma quattro volte la Lazio. Un mondo dove la matematica è un’opinione.

Il meccanismo delle plusvalenze è semplice. Se un calciatore l’ho pagato un milione e lo cedo a 20 milioni, aggiungerò ai proventi da abbonamenti, biglietti e diritti tv pagati da Sky una plusvalenza di 19 milioni: nel bilancio andrà ad aumentare i ricavi e ad abbattere le perdite. Ci sono due modi di ingannare la realtà. Se i 20 milioni mi vengono pagati in tre anni, ugualmente segno subito nel conto economico la plusvalenza intera, cioè soldi non ancora arrivati.

Ma soprattutto, se, dopo aver venduto a 20 milioni un ragazzo pagato un milione, vado a comprarne per 20 milioni un altro, e se tutti si scambiano i calciatori in una girandola di contratti a prezzi crescenti, ecco fatta la fabbrica dei ricavi falsi.

Tra la sessione estiva e invernale, la Juve ha riportato in bilancio oltre 80 milioni di euro di plusvalenze: 43,7 tra giugno e agosto, 36,7 in gennaio. Il resoconto estivo: 21,5 milioni per Mattia Caldara; 13,6 per Rolando Mandragora; 8 più 1 di prestito per Alberto Cerri; mezzo milione per Tena Garcia e Alberto Brignoli. Il momento di Tello cade nel mercato invernale di riparazione, ma è un dettaglio rispetto ai 18,9 milioni di plusvalenza apportati da Emil Audero (Sampdoria) e ai 13,6 di Stefano Sturaro (Genoa).

Il 24 gennaio 2019, la Juventus annuncia il rientro di Sturaro, era in prestito allo Sporting Lisbona. Non era mai sceso in campo in Portogallo. Il Genoa di Preziosi lo accoglie volentieri per sei mesi, sempre in prestito, per 1,5 milioni di euro e s’impegna al riscatto, all’acquisto totale del cartellino, per altri 16,5 milioni. Sturaro non riesce a esordire con i rossoblu, ma il 6 febbraio “scatta il riscatto”.

Cos’è successo? Il Genoa ha pareggiato col Sassuolo: il punto, da contratto, ratifica la vendita. Preziosi non è un pivello, l’operazione Sturaro rafforza l’asse con Torino.

Il 10 febbraio, la Juventus Under 23 batte l’Arzachena e “scatta il riscatto”di Luca Zanimacchia. I bianconeri prelevano il calciatore dal Genoa per 4 milioni di euro più 2 “al maturare di determinate condizioni”. Non male per un classe ’98 che milita in una società di metà classifica in C. La Juve ha spalmato al Genoa i 16,5 milioni di euro di Sturaro in 4 anni, la prima rata corrisponde al costo di Zanimacchia. La Samp di Ferrero, che s’è svenata per Audero, incassa 4 milioni dai bianconeri per Daouda Peeters (’99, mediano), origini guineane, passaporto belga, arruolato nella Primavera. Agnelli, Preziosi e Ferrero esultano assieme. Una plusvalenza ciascuno.”